Un membro del Congresso USA ha chiesto che Facebook rinvii il lancio della crypto Libra.

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Lo riferisce la BBC, che riporta le dichiarazioni della parlamentare democratica Maxine Waters.

“Dato il passato turbolento della compagnia, sto chiedendo che Facebook accetti una moratoria su qualsiasi movimento in avanti per lo sviluppo di una criptovaluta finché il Congresso e le autorità di regolamentazione non avranno l’opportunità di esaminare questi problemi e agire”.

La proposta di Waters sarebbe quella di vincolare il lancio di Libra ad un’analisi del progetto da parte del Congresso degli USA. Waters è anche il Presidente della Commissione dei servizi finanziari della Camera.

La richiesta al momento non sembra aver attirato attorno a sé un gran numero di sostenitori e per ora il Parlamento americano non l’ha ancora appoggiata.

Tuttavia un portavoce di Facebook ha già dichiarato:

“Non vediamo l’ora di rispondere alle domande dei responsabili delle politiche mentre questo processo va avanti”.

Pertanto, qualora questa richiesta dovesse cadere nel vuoto, il progetto Libra potrebbe procedere come previsto, magari con un qualche tipo di confronto con il Congresso degli Stati Uniti.

Non bisogna infatti dimenticare che negli ultimi anni Facebook ha avuto parecchie controversie che hanno costretto l’azienda a dover giustificare il proprio operato anche proprio davanti ad una commissione del Parlamento americano.

In particolare vi sarebbero preoccupazioni per il modo con cui verranno raccolti ed utilizzati i dati che riguardano le transazioni finanziarie degli utenti, perché se finissero nelle mani dell’azienda potrebbero acuire i problemi di privacy che già in passato hanno messo in cattiva luce l’azienda.

Per ovviare al problema, Facebook ha dichiarato nel whitepaper di Libra che ad occuparsi delle transazioni sarà un’altra società, Calibra, di sua proprietà, che avrà il compito di tenere separati i dati delle transazioni da quelli raccolti dalla società madre, ma su questo è lecito avere dei dubbi.

Calibra è stata registrata presso la FinCEN come azienda di servizi finanziari, pertanto da questo punto di vista dovrebbe operare nel pieno rispetto delle attuali normative riguardo le transazioni finanziarie.

Inoltre, alcuni da tempo stanno sollevando dubbi sull’eccesso di potere che si sta concentrando su Facebook, e su altre grandi aziende tech come ad esempio Amazon o Apple, tanto che il senatore Sherrod Brown ha dichiarato che secondo lui Facebook sta diventando troppo grande e troppo potente.

“Non possiamo consentire a Facebook di gestire una nuova criptovaluta da un conto bancario svizzero senza sorveglianza”.

D’altro canto ieri David Marcus, direttore del settore blockchain di Facebook, ha dichiarato che il progetto Libra condividerà le informazioni sui suoi utenti con le autorità: i dati sui propri utenti verranno condivisi con le autorità al fine di prevenire il crimine e rispettare i requisiti normativi.

La questione pertanto rimane aperta, e probabilmente lo sarà perlomeno fino al lancio di Libra il prossimo anno.

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