Redatto da Oltre la Linea.

“Lilli e il Vagabondo”, uno dei massimi capolavori del cinema di animazione del secolo scorso, è razzista. Ebbene sì. Nello specifico la canzone dei gatti siamesi dell’originale 1955. Ormai non ci sono più limiti. Dopo Paw Patrol e il trenino Thomas “fascisti”, anche la Disney si prepara ad attuare una bella censura in vista del remake live action.

Nel mondo attuale, si sa, sembra tutto possibile, anche che una cagnolina come Lilli sia protagonista di un film in cui qualche passaggio potrebbe essere considerato discriminatorio.

A pubblicare la notizia è il The Independent : imputata è infatti “canzone razzista” cantata dai gatti siamesi sarà riscritta, in quanto colpevole di diffondere stereotipi ingiuriosi contro gli asiatici. Riprendendo quanto riportato anche da Variety, Movieplayer.it cita quanto segue: “Disney avrebbe in programma di sostituire gli stessi due personaggi ma non è dato al momento sapere con quali altri animali. Nell’originale Lilli e il vagabondo la canzone era interpretata da Peggy Lee, che doppiava entrambe le voci dei gatti Si e Am”.

La povera Lilli, anche se non direttamente, inculcherebbe valori contrari alla società dalla mentalità aperta, antirazzista e solidale. Dunque, meglio tagliare, modificare o quel che è.

Vittime ulteriori della censura politicamente corretta saranno anche I racconti dello zio Tom (1946) anch’esso colpevole di una visione retrograda della comunità afroamericana. E chissà quali altre meraviglie ci attendono in futuro.

(di Stelio Fergola)

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