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Letteralmente dalla testa ai piedi. Ogni organo, addirittura ogni cellula del nostro corpo potrebbe essere bersaglio delle microscopiche particelle che inquinano l’aria che respiriamo. Un’analisi del Forum of international respiratiry societies (Firs) restituisce il quadro complessivo degli effetti che l’inquinamento atmosferico avrebbe sul nostro organismo: non solo malattie respiratorie e cardiovascolari, ma anche disturbi neurologici come la demenza, il diabete, fino a problemi di fertilità e interruzioni spontanee di gravidanza.

Un’emergenza sanitaria

Secondo le ultime stime dell’Oms, il 90% della popolazione mondiale è esposto a aria inquinata, che ogni anno sarebbe la causa di 8,8 milioni di morti premature – dati che fanno dell’inquinamento atmosferico un killer più letale del fumo di sigaretta.

Il fatto è che – sostengono gli autori della ricerca – le particelle ultrafini che compongono l’inquinamento atmosferico passano con facilità dall’aria al flusso sanguigno attraverso le vie respiratorie. Il sangue, poi, le trasporta in ogni parte in ogni parte del corpo, esponendo tutte le cellule a potenziali danni. Gli inquinanti infatti hanno la capacità di scatenare la risposta infiammatoria del sistema immunitario, che riconosce le particelle ultrafini come agenti estranei all’organismo, proprio come se fossero dei germi, e li attacca continuando a produrre sostanze che danneggiano i tessuti.

Dalla testa ai piedi

Gli studi sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute sono ormai decine di migliaia. Ma se le conseguenze su polmoni, vie aeree, vasi e cuore sono ben note anche tra la popolazione (e vanno dai generici problemi respiratori all’asma, dall’enfisema al cancro ai polmoni, fino agli attacchi di cuore e all’aumentata fragilità dei vasi sanguigni), meno conosciute – persino tra i medici, sostengono gli autori dell’analisi – sono quelle sul resto dell’organismo.

Alcune ricerche mostrano come gli inquinanti atmosferici possano raggiungere il cervello, arrivando a intaccare, per esempio, i nervi olfattivi. Ci sarebbero anche prove che collegano l’aria malsana alla maggiore incidenza di ictus, demenza, Parkinson e anche ritardi nello sviluppo cognitivo e nell’autismo. Persino una bassa qualità del sonno può essere ricondotta all’inquinamento atmosferico.

Non sono risparmiati gli organi addominali, quali reni, pancreas, fegato e intestino, con diverse forme di tumore sono associate all’esposizione agli inquinanti dell’aria.

L’inquinamento atmosferico ha sulla pelle un effetto simile a quello del fumo di sigaretta: ne accelera l’invecchiamento o sollecitare il sistema immunitario scatenando orticaria, dermatite, psoriasi.

Anche le ossa ne risentono, diventando più fragili.

Se poi a essere esposto è un bambino, le conseguenze negative si amplificano in un organismo ancora in crescita.

Impatto demografico

C’è un risvolto forse ancora più inquietante che emerge dalla ricerca del Firs. Gli inquinanti atmosferici sono collegati alla riduzione della fertilità e all’incremento di aborti spontanei. Ne sono state trovate nelle placente dei feti abortiti.

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