Un supercomputer (foto Morris MacMatzen/Getty Images)

Bruxelles – Il programma dell’Unione europea per costruire un supercomputer e competere ad armi pari con Cina e Stati Uniti entra nel vivo. Il 4 aprile si è chiuso il bando per aggiudicarsi la prima macchina del progetto comunitario Euro Hpc (high performance computing), siglato dalla Commissione e 26 paesi: un calcolatore pre-exascale, ossia un precursore di quello in grado di macinare un exaflop, ossia un miliardo di miliardi di operazioni al secondo.

Il 7 giugno Euro Hpc punta ad annunciare il nome del centro che si aggiudicherà il primo finanziamento per il supercomputer comunitario: 120 milioni di euro dei 486 messi a budget dalla Commissione. Una somma che i governi che hanno aderito al programma si sono impegnati a raddoppiare, arrivando a un miliardo di euro. Soldi che triplicheranno nel budget 2021-2027: 2,7 miliardi.

La marcia di Bologna

L’Italia è in corsa per il primo tassello del programma Hpc. Cineca, il consorzio interuniversitario per il calcolo automatico dell’Italia nord orientale, ha candidato Bologna a ospitare il supercomputer targato Ue. Il 2 aprile il centro, che raccoglie 67 università, 9 enti di ricerca, tre policlinici e il ministero dell’Istruzione, da cui è controllato, ha spedito a Bruxelles un dossier per la macchina pre-exascale.

L’idea è di costituire l’hub più importante per l’hpc in Europa e uno di livello globale”, spiega a Wired Sanzio Bassini, direttore del centro del supercalcolo di Cineca, a margine di Digital4Med, vertice della Commissione europea sull’economia dei dati nell’area del Mediterraneo. Bologna si fa forte di quattro elaboratori in forze al Cineca e dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie (Ifn) e al supercalcolatore che traslocherà in Emilia Romagna da Reading, nel Regno unito, con il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf) per effetto della Brexit e dovrebbe entrare in funzione nel 2021.

Lo stesso supercomputer europeo potrebbe essere utilizzato per sviluppare modelli meteo a lungo termine, con cui prevenire le conseguenze del cambiamento climatico. Elaborare previsioni attendibili su come si comporterà il tempo fra anni e attrezzarsi di conseguenza è uno degli usi più attesi del supercalcolo. “Gli assi di sviluppo sono cambiamento climatico, agricoltura intelligente, energia e medicinali di precisione”, sintetizza Bassini, in aggiunta agli studi sulla fisica dello stato solido e dei materiali. E all’industria.

Stiamo studiando un accordo con il ministero dello Sviluppo economico per azioni di proof of concept per l’industria”, spiega il direttore. Ossia dimostrare che una teoria è fattibile in pratica e trasferire il sapere e la tecnologia dai laboratori alle imprese.

La rincorsa di Bruxelles

A fine maggio la commissione di Euro Hpc ascolterà i progetti in corsa, prima di emettere il suo verdetto. L’obiettivo è iniziare a installare la macchina a giugno dell’anno prossimo. E “arrivare ad averla funzionante per la fine del 2020, inizio del 2021”, spiega Bassini. Tra il 2022 e il 2023 Bruxelles vuole sprigionare le potenzialità del calcolo exascale in pieno, colmando dopo anni la distanza da Cina e Stati Uniti, che hanno monopolizzato i vertici delle classifiche mondiali dei supercomputer più potenti.

Stabilito il progetto, occorre individuare i processori. Bassini spiega: “Il nostro progetto prevede componenti on the shelf (a scaffale, ndr) e tecnologia open source”. “C’è molto software open source disponibile per i progetti Hpc”, spiega a Digital4Med Derek Groen del consorzio Hildago, un progetto di calcolo finanziato da Bruxelles.

Il direttore del Cineca aggiunge: “StMicroelectronics è molto interessata, per le applicazioni di intelligenza artificiale”. Il nome di Stm, società franco-italiana partecipata dal ministero dell’Economia e delle finanze, ritorna nei discorsi sul supercalcolatore targato Ue.

Nel 2017, quando la Commissione stava scrivendo il programma Hpc, Wired aveva ricevuto indicazioni che Stm era una delle società indicate per fornire la componentistica delle macchine, siccome gli altri produttori, come Intel e Ibm, sono società statunitensi.

Quanta tecnologia Washington sarebbe disponibile a regalare agli alleati europei per la corsa all’hpc, che è strategico per sorpassare la concorrenza in settori strategici come la difesa, la ricerca scientifica e la medicina? Da questo punto di vista, Stm potrebbe giocare il ruolo di campione interno, visto che produce schede di memoria ad alte prestazioni.

L’altro bando

Il sito per ospitare la macchina pre-exascale deve avere almeno 700 metri quadri di spazio, tra i 10 e 15 megawatt di potenza e 100 gigabit al secondo di potenza. Anche Barcellona, che vanta un centro di supercalcolo all’avanguardia, corre per l’appalto. I 250 milioni della Commissione per l’exascale co-finanzieranno l’installazione di due macchine. Mentre il contributo del 35% per il petascale servirà a realizzarne tre. Il bando si chiude il 15 aprile ed entro giugno i vincitori saranno nominati.

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