(foto: Zoranm via Getty Images)

Mascherine, se e quando dobbiamo metterle? Se è noto a tutti che persone con sintomi e operatori sanitari devono indossarle – e questi ultimi hanno mascherine specifiche – c’è invece un po’ di incertezza su quando questi presidi dovrebbero essere utilizzati dalla popolazione generale, in particolare da chi non ha sintomi ma si trova a dover uscire per motivi di necessità. Intanto, un po’ come l’epidemia è cambiata e si è evoluta nel tempo, anche sul tema mascherine c’è stata un’evoluzione nella percezione della loro utilità (dall’inizio ad ora), nella sua comunicazione, nell’utilizzo e nella produzione.

Mascherine: sì, no, quando?

L’incertezza è a volte alimentata da messaggi discordanti degli stessi esperti, è legata a due diversi motivi, come spiega uno studio internazionale su The Lancet. Da un lato, c’è stata e c’è la necessità di preservare le riserve di mascherine per il personale sanitario, dall’altro lato l’idea che non sempre queste siano efficaci per proteggere se stessi. Ecco cosa dicono le autorità e gli esperti di diversi paesi del mondo su questo argomento. Gli autori, fra cui l’università di Hong Kong e l’università di Oxford, chiedono ai governi e alle autorità sanitarie nazionali di diramare raccomandazioni per un uso razionale delle mascherine, oltre a quelle sulle altre misure preventive. Ecco cosa sappiamo finora, quando è opportuno usarle. Ma vi avvertiamo: purtroppo non esiste una risposta chiara e definitiva.

Perché non dovrebbero essere efficaci?

In un articolo su Science l’epidemiologo Benjamin Cowling, che fra l’altro è uno degli autori del paper citato di Lancet, smonta l’assunto per cui le mascherine non sarebbero efficaci. Sia quelle chirurgiche sia le più protettive N95 hanno infatti mostrato di riuscire a prevenire numerosi casi di infezione respiratoria fra gli operatori sanitari. “Non avrebbe senso l’idea per cui le mascherine chirurgiche sono molto importanti per il personale sanitario ma non siano utili per il resto delle persone”, ha dichiarato l’esperto. E sono importanti proprio perché, aggiunge l’epidemiologo Arnold Monto, dell’università del Michigan a Ann Arbor, se sapessimo quali persone sono asintomatiche ma positive faremmo loro indossare la mascherina, molto semplicemente, “ma non sappiamo chi sono” (la mascherina protegge chi è di fronte, non chi la indossa). In problema, però, è che gli operatori sanitari sono addestrati a usarle (qui abbiamo fatto un punto). L’inesperienza, le cattive abitudini e qualche falso mito potrebbero però rendere le mascherine più un problema che un aiuto, donando una falsa sicurezza.

Non usare le mascherine è un grave errore?

Diversi esperti stanno facendo sentire la loro voce sull’importanza dell’uso delle mascherine. Lo sta dicendo ad esempio George Gao, a capo dei Cdc cinesi (Chinese Center for Disease Control and Prevention). In un’intervista a Science, l’esperto ha dichiarato che non usare le mascherine è una grave svista dell’Europa e degli Stati Uniti.

Alla domanda “quali errori stanno commettendo gli altri paesi?”, infatti, ha risposto così: Il più grande errore, in Europa e negli Stati Uniti, a mio parere, è che le persone non stanno indossando le mascherine. Il virus si trasmette con i droplet [le goccioline di saliva ndr] e un contatto stretto. Le goccioline giocano un ruolo davvero rilevante – per questo si deve portare la mascherina, perché quando uno parla, ci sono sempre goccioline che escono dalla bocca. Molte persone hanno un’infezione asintomatica o pre-sintomatica. Se indossassero le mascherine, potrebbero prevenire la trasmissione del virus tramite droplet contenenti il virus che possono infettare altre persone”. Il messaggio è molto chiaro: se tutti indossassero una mascherina, le probabilità di contagio diminuirebbero. Perché? Perché le mascherine potrebbero evitare che una persona infetta ne contagi una sana.

Cosa dicono le autorità

In generale, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in una guida spiegava – e le indicazioni sono valide tuttora – che la mascherina da sola non è efficace contro il virus, ma lo diventa se combinata con una corretta igiene delle mani e altre misure preventive. In particolare, indica l’Oms, va usata se si hanno sintomi come febbre, tosse o affanno. Come anche quando si è in presenza di una persona che potrebbe essere positiva al nuovo coronavirus. Al contrario, non è raccomandata alle persone senza sintomi. Le stesse indicazioni sono riportate sul sito del ministero della Salute.

Tuttavia, in una situazione come quella attuale, in cui il virus è circolante in tutta Italia – e nella maggior parte degli altri paesi – c’è probabilmente un’ampia quota di persone asintomatiche ma positive al virus, come hanno sottolineato più volte gli epidemiologi. E per queste persone, per ovvi motivi pratici, non è stato possibile accertare la positività. Anche per questo, esperti cinesi (ma non solo) indicano la via delle mascherine insieme al lavaggio delle mani e al distanziamento sociale come ideale per limitare la diffusione del virus.

Ma il problema rimane di natura pratica e riguarda la mancanza di questi presidi e la necessità di preservare il personale sanitario. In tal senso, il ministero, e in particolare il Commissario straordinario all’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri, ha fatto sapere che ci stiamo attrezzando per far fronte alla richiesta crescente e che dal 30 marzo 2020 “parte una prima importante quota di produzione italiana di mascherine”. E ne verranno prodotte circa 700mila in pochi giorni.

Le raccomandazioni nei vari paesi

Non in tutti i paesi le raccomandazioni sull’uso delle mascherine sono esattamente le stesse, anche se spesso sono molto simili. Il Lancet ne riporta alcune. Per esempio nel Regno Unito e in Germania si ribadisce che, se le mascherine hanno un ruolo centrale negli ospedali, non ci sono prove e studi che dimostrino che sono efficaci anche al di fuori di questi ambienti. Mentre negli Stati Uniti il Surgeon General, portavoce delle questioni di salute pubblica all’interno del governo federale ha chiesto alle persone di smettere di comprare le mascherine che servono prima agli operatori sanitari (la data era però del 29 febbraio). L’Oms e il ministero della Salute italiano hanno diffuso le stesse raccomandazioni. Anche la Cina ha raccomandazioni simili anche se specifica che anche le persone a bassissimo rischio possono indossare la mascherina chirurgica.

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