Due giorni fa al Malta A.I. & Blockchain Summit 2019 si è tenuto il terzo dibattito tra Roger Ver e Tone Vays sul tema Bitcoin vs Bitcoin Cash. Il risultato è stato un vero e proprio tweet storm che ha visto la partecipazione della community crypto e diverse congetture e accuse contro l’uno o l’altro influencer.

Ma si sa, sui social ognuno può dire la propria e spesso questo può portare a tanti misunderstanding e congetture, motivo per il quale abbiamo deciso di scrivere questo editoriale.

“The ultimate Showdown: BTC vs BCH” era il titolo di questo terzo scontro tra titani: da una parte Roger Ver, founder di Bitcoin.com e supporter di Bitcoin Cash, e dall’altra il trader Tone Vays, il quale tempo fa aveva predetto il crollo del prezzo di BTC a 2000 dollari (mi dispiace per te, Tone).

Il dibattito – purtroppo durato solo 15 minuti – è iniziato subito in pompa magna con una scommessa: se Vays fosse riuscito ad inviare a Ver una transazione di 5$ pagando una fee di soli 5 centesimi di dollaro e se questa fosse arrivata entro la giornata, allora Ver avrebbe donato 10’000 dollari ad un’associazione benefica a scelta di Tone.

“Se viene incluso in un blocco entro oggi donerò $10’000 ad un’associazione benefica a tua scelta”, ha detto Ver.

Così Vays è stato portato ad effettuare una transazione di 5 dollari settando una fee di 5 centesimi. Come poi pubblicato su Youtube, la transazione è stata confermata 12 ore dopo [e quindi non all’interno della stessa giornata], portando di conseguenza alla perdita di Vays.

Vays ha comunque continuato ad affermare nei suoi tweet che la vittoria sarebbe sua perché la conferma è arrivata nelle 24 ore previste dalla scommessa, anche se in realtà la scommessa prevedeva che arrivasse entro la giornata e non entro 24 ore.

Che ci sia stata un’incomprensione nella scommessa o un errore voluto non ci è dato sapere, ma non è veramente questo il punto del dibattito.

Inoltre, cosa ben più grave, la transazione di Tone pare sia stata “accelerata” da SlushPool, visto che – nonostante 1 satoshi per byte – la transazione ha avuto un’alta priorità, anche rispetto alle transazioni che hanno pagato 4$ di fee.

Non è dato sapere se sia stata una manipolazione voluta da Vays o realizzata direttamente da SlushPool, ma di certo non è qualcosa che dovrebbe accadere, neanche per vincere una scommessa.

Bitcoin come metodo di pagamento

Come dal titolo del whitepaper, bitcoin nasce come “Peer-to-Peer Electronic Cash System”, il che vuol dire che lo scopo primario per cui Satoshi Nakamoto ha inventato BTC nel 2008 è l’avere un sistema di pagamento decentralizzato [e valido in tutto il mondo].

“E’ questo il gioco: portiamo libertà economica a tutto il mondo con un denaro cash che sia peer-to-peer. Se invece hai una sorta di store of value, come aiuti la gente in Africa. Come si aiuta la gente di tutto il mondo?”, spiega Roger Ver in quest’ottica.

Sorprende dunque quando Tone Vays continui più volte ad affermare: “Non mi interessa pagare una fee di 20 centesimi”.

In pratica, non solo Tone sconsiglia LN, come vedremo più avanti, ma cerca anche di convincere l’audience che 20 centesimi non siano una grande somma di denaro da spendere per delle fee.

Purtroppo questo concetto al massimo potrebbe essere valido nel un mondo occidentale in cui spendere 20 centesimi non è un grande problema, ma nei Paesi del Terzo mondo lo sarebbe eccome.

Inoltre, secondo gli ultimi calcoli, così come anche spiegato da Ver, la fee media di una transazione onchain di bitcoin sarebbe di 4$ e dunque… 1 punto a Roger.

Lightning Network: chi veramente lo usa?

Il dibattito va avanti e ora ci si concentra su LN. Tone, infatti, consiglia di usare questa soluzione per transazioni più veloci e meno costose, ma forse non tutti sanno che installare un LN wallet avendo controllo totale delle proprie chiavi private non è una cosa immediata.

E per questo Tone spiega:

“Non dovresti tenere tutto su Lightning network. Dovresti tenere i tuoi bitcoin sul tuo nodo o on chain”.

In pratica l’utente medio dovrebbe usare LN per transazioni veloci e poco costose, ma o decidendo di fidarsi di terze parti – e quindi di avere solo pochi soldi su di esso in modo da non rischiare troppo – oppure usare un normale wallet non custodial ma dal quale le fee sarebbero alte.

Roger: “Quindi quando usi il tuo Lightning wallet non hai il controllo dei tuoi fondi. Ti fidi di qualcun’altro”.

Tone: “Sì, mi va bene fidarmi di qualcuno se è solo con 20/30 dollari”.

Insomma, il Bitcoin maximalist sconsiglia di fatto LN e sconsiglia lui stesso di avere tutto il denaro in un portafoglio decentralizzato.

“Uso le transazioni on chain. Uso le fee settate a 27 centesimi e funziona tutto bene”, conferma ancora una volta Tone.

Bitcoin non è una setta, Tone Vays

Ma ciò che è ancora più importante è questo. Perché non usare quello che funziona?

Se domani scoprissimo che l’ultima delle crypto inventate fosse meglio di bitcoin, perché non dovremmo utilizzarla? Il problema è che bitcoin sta diventando una sorta di religione, una setta per cui si segue una “verità” senza pensarci due volte, come una verità divina scesa dall’alto.

E infatti Roger Ver, anche durante un’intervista condotta da Cryptonomist, spiega che potrebbe anche smettere di supportare Bitcoin Cash:

“Supporterò qualsiasi cosa che sia veloce, economica e affidabile come peer to peer cash per tutto il mondo. Se dovesse essere BTC lo supporterei di nuovo come facevo in passato”.

Un riassunto

  • Se vuoi effettuare transazioni onchain di BTC, hai due soluzioni: pagare una fee di 4$ e avere una conferma in mezz’ora, oppure pagare 5 centesimi e impiegarci 12 ore;
  • Se vuoi usare LN potrai avere fee più basse e transazioni veloci, ma se non sei un super nerd esperto ti sarà difficile settare il wallet in modo che sia al 100% sicuro;

Insomma, se sei un merchant che vuole accettare pagamenti in BTC, come puoi “fidarti” che l’altra parte ti stia pagando se la transazione arriva dopo 1 ora o, peggio, dopo un giorno?

Chissà, magari un giorno, visto che gli sviluppi di Lightning network procedono, sarà possibile fare tutto quello preventivato da Tone, ma ad oggi è praticamente un’utopia.

Ad ogni modo, il concetto chiave che vuole esporre questo articolo, non è tanto se sia meglio BTC o BCH nel lungo periodo, ma quanto la posizione di Vays sia piena di controsensi; oltre al fatto che il massimalismo è una vera perdita di tempo.

roger ver bitcoin cash

Sulla Blockchain Cruise con Roger Ver e Tone Vays

Infine, una piccola chicca: la moderatrice della scorsa edizione del death match – quello avvenuto l’anno scorso tra Roger Ver e Tone Vays sulla Blockchain CruiseLeah Wald, era la fidanzata di Vays, così come anche detto da Monty Munford di Forbes durante la presentazione. Troppa paura di non vincere contro un così forte avversario?

Qui il video completo del dibattito Tone Vays e Roger Ver di Malta:

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