(foto: Mairo Cinquetti/NurPhoto via Getty Images)

In principio doveva essere la Città aumentata, ma il tema della terza edizione della Milano Digital Week 2020, inizialmente prevista a marzo, è mutato sull’onda degli eventi dovuti alla pandemia, evolvendosi in Città trasformata. La manifestazione che nasce per comunicare la crucialità del digitale nel rimodellare il presente si svolgerà dal 25 al 30 maggio, interamente online, per riflettere sul cambiamento inevitabile che l’emergenza ha creato nel modo di vivere le relazioni, le comunità, lo spazio pubblico.

Niente eventi dal vivo, saranno comunque complessivamente oltre 200, ma la dimensione cittadina non sarà del tutto assente: alcuni musei e altri luoghi simbolo della città, si legge sul sito della Mdw, saranno la sede di dirette live dell’evento pur restando chiusi al grande pubblico. Meno territorio ma più digitale significa arrivare potenzialmente anche più lontano e come sottolineato dall’assessore alla trasformazione digitale del Comune, Roberta Cocco, l’edizione 2020 “oltrepassa i confini della città per lanciare un messaggio a tutta l’Italia: il digitale non è un accessorio ma una risorsa imprescindibile.

E infatti, come la Fase 1 della grande crisi in corso ha dimostrato, i soggetti più pronti sul piano digitale – le aziende per i tool, i privati per le competenze – hanno gestito meglio lo choc della trasformazione, che ha rimesso in discussioni orari di lavoro, metodi di apprendimento, relazioni interpersonali, imponendo una modalità, quella da remoto, che per molti professionisti e nuclei familiari era ancora un’eccezione.

Nella terza edizione della Mdw, si parlerà di educazione e produzione del sapere; sostenibilità e ambiente; salute e privacy; disuguglianze; arte, musica, cultura; media. Sono tutti ambiti che risentiranno l’impatto della evoluzione in corso perché alcune dinamiche pre-Covid forse torneranno ma altre sono destinate a generarsi (per lavorare ma anche fruire di eventi live e, sul fronte della salute, per trovare nuove vie alla cura). La sensazione è che, in un futuro dove le modalità da remoto saranno più essenziali di prima, favorire le consapevolezza digitali sarà sempre più importante, per accedere ai servizi della scuola, della sanità,  della pubblica amministrazione, sia a livello locale che nazionale. Ancora più che nel mondo di prima, l’inclusione e l’alfabetizzazione dei cittadini diventa quindi uno dei temi principali della manifestazione.

La pandemia non ha certo cambiato l’agenda che guarda al 2030, basata sugli obiettivi di sviluppo sostenibili indicati dall’Onu, ed ecco che la digital week sarà anche il contesto per 8 hackaton focalizzati su altrettanti goal, supportati da otto aziende (tra gli altri, gender equality; no hunger; decent work and economic growth; industria, innovazione e infrastrutture; benessere e salute, educazione di qualità).

L’evento si articolerà in talk, conferenze, webinar lungo i sei giorni complessivi di programmazione. L’edizione 2020 è stata condizionata dalla pandemia, ma si guarda già al 2021: a fine anno sarà lanciata la call per costruire il palinsesto degli eventi che, come risaputo, chiama tantissimi altri attori diversi a contribuire dal basso al progetto che il comune di Milano realizza con il supporto di Cariplo Factory, Hublab, Iab Italy.

 

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