Redatto da Oltre la Linea.

A Mirandola, provincia di Modena, è stato appiccato un incendio alla sede dei vigili urbani. Il bilancio è di due donne morte e cinque feriti gravi. Ben diciassette impiegati, invece, sono stati ricoverati in ospedale per intossicazione.

Il responsabile sarebbe un nordafricano, ora sotto interrogatorio. Pare abbia agito per vendetta in virtù di una sanzione amministrativa. Un tragico fatto di cronaca, l’ennesimo, che ci fa capire quanto occorra snellire le difficoltà giuridiche che ostacolano i provvedimenti di espulsione.

Quindi, di rimando, l’utilità dei due commi introdotti nel DL Sicurezza da Matteo Salvini, per i quali il Quirinale e Giuseppe Conte hanno espresso perplessità. I clandestini, benché colpiti da tali restrizioni, godono di un ampio sistema di ricorsi, impugnazioni e sospensive tali da vanificarne per anni se non per sempre l’efficacia degli stessi.

Se poi vi aggiungiamo l’ingente quantità di istanze pretestuose e immotivate – specie le ultime della Corte UE – si avvia un meccanismo dannoso per gli italiani. Già solo in attesa di giudizio, irregolari o meno possono restare sul territorio nazionale vita natural durante con regolare permesso. Una follia.

Vi sono storie di nigeriani, infiltrati nella Black Axe, già informati sui contatti da tenere per l’attività delinquenziale – spaccio, sfruttamento della prostituzione, traffico di droga – e sullo studio legale cui riferirsi per avere delucidazioni su come difendersi, sui ricorsi ai provvedimenti di espulsione e diniego di protezione internazionale. Ci sono casi di soggetti ingestibili e violenti, arrestati in flagranza di reato nei CAS e subito dopo rimessi in libertà con tanto di rinnovo del permesso di soggiorno. Il tempo delle chiacchiere è finito, è giunto quello delle azioni.

(di Davide Pellegrino)

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