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Il 2020 è stato un anno straordinario. Tragico, certo, ma se limitiamo lo sguardo allo sforzo per la produzione di un vaccino per contrastare il coronavirus non si può non riconoscere un risultato senza precedenti: l’approvazione (per uso di emergenza) della tecnologia vaccinale basata sull’mRna, mai usata prima nell’essere umano. E le aziende protagoniste, adesso, guardano al futuro, o meglio a altri virus.

È il caso di Moderna, la biotech statunitense che è arrivata seconda in ordine temporale col proprio vaccino a mRna contro la Covid-19, che ha da poco annunciato proprio l’intenzione di ampliare la propria pipeline, la gamma di prodotti in fase di ricerca e sviluppo, investendo (anche) su vaccini contro hiv.

Lavori in corso

Uno dei vantaggi della tecnologia basata sull’mRna è la velocità con cui il principio attivo del vaccino (l’mRna stesso) può essere prodotto. E infatti Moderna ha fatto sapere di aver già realizzato ben due prototipi di vaccino contro hiv.

Il primo candidato, chiamato mRna-1644, è frutto della collaborazione con l’International Aids Vaccine Initiative e la Bill and Melinda Gates Foundation e costituirebbe un approccio nuovo a un vaccino contro hiv rispetto a quelli provati finora perché dovrebbe stimolare la produzione di anticorpi neutralizzanti contro hiv-1 (bNAbs).

MRna-1574, invece, è ancora oggetto di valutazione e nel caso dovrebbe essere sviluppato in collaborazione con il National Institutes of Health (Nih) statunitense includendo altri tipi di antigeni multipli.

Moderna auspica di partire con sperimentazioni fase 1 per entrambi i candidati entro il 2021.

Non solo hiv

L’ambizione di Moderna non si ferma qui. Verranno aperti altri due programmi di ricerca e sviluppo di vaccini a mRna, per affrontare l’influenza stagionale e il virus Nipah.

I virus influenzali di tipo A e B, secondo le stime dell’Oms, causano ogni anno 3-5 milioni di casi gravi e 290-350 mila morti per complicazioni respiratorie. La proposta di Moderna è quella di creare un vaccino combinato, che in una volta conferisca protezione nei confronti di influenza, Sars-Cov-2 e altri due tra i principali virus stagionali (rsv e hmpv). Tempi? Anche qui l’auspicio è di iniziare la sperimentazione di fase 1 entro l’anno.

Il virus Nipah è responsabile di una zoonosi, un’infezione che passa da un animale all’essere umano ma il contagio può avvenire anche attraverso alimenti contaminati o anche da persona a persona. Le manifestazioni dell’infezione sono diverse, da quelle respiratorie a quelle neurologiche, e tra le più gravi c’è l’encefalite fatale. La mortalità è tra il 40 e il 75%. Per l’Oms è un sorvegliato speciale, una minaccia epidemica che richiede un’azione urgente.

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