(foto: Artyom Geodakyan/Getty Images)

Un asse Vienna-Parigi-Pittsburgh potrebbe traghettarci velocemente fuori dalla pandemia di Covid-19 sfruttando uno dei vaccini più contestati dai No-vax, l’Mpr contro morbillo, parotite e rosolia. L’idea è di modificare il vaccino, costituito da virus vivi attenuati, perché esprima anche la proteina spike di Sars-Cov-2 stimolando la produzione di anticorpi specifici. Una via promettente, che potrebbe far risparmiare tempo e soldi.

Il progetto di un Mpr modificato

Dei 115 progetti attivi per lo sviluppo di un vaccino contro Sars-Cov-2, 8 sono finanziati dalla Cepi, la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations. Uno di questi si articola tra l’Istituto Pasteur in Francia, l’azienda Themis in Austria e l’università di Pittsburgh negli Stati Uniti e si basa sulla modifica di un vaccino già esistente, sicuro, in uso da decenni: il vaccino Mpr contro morbillo, parotite e rosolia. I ricercatori, forti di esperienze precedenti, pensano di usare i virus attenuati dell’Mpr per veicolare la proteina spike di Sars-Cov-2, l’antigene per sviluppare immunità nell’essere umano.

La via per il successo?

La strategia è vista come una delle più promettenti per diverse ragioni.

Innanzitutto è già stata applicata per altri virus come quello che causa la Chikungunya (malattia che ogni anno provoca gonfiore delle articolazioni, dolori muscolari e eruzioni cutanee in milioni di persone in Africa e in Asia meridionale) contro la quale esiste un vaccino Mpr modificato che dopo 7 anni ha raggiunto la fase 3 della sperimentazione clinica, quella che verifica l’efficacia su un gran numero di persone.

Se lo stesso approccio durante i test preliminari dovesse far ben sperare anche per Sars-Cov-2, poi, il vaccino Mpr modificato potrebbe essere pronto e disponibile in tempi davvero rapidi: il dispositivo è in uso da decenni, è sicuro e efficace e esiste una nutrita documentazione a riguardo.

Senza dimenticare che sarebbe economico da produrre e che la maggior parte delle farmaceutiche avrebbe la tecnologia per farlo, permettendo in breve tempo di distribuire le fiale in ogni parte del mondo.

A che punto siamo

In un’intervista a Business Insider, Frédéric Tangy, che coordina i lavori all’Istituto Pasteur di Parigi, ha riferito che il suo team sta modificando il virus del morbillo per far fargli esprimere anche la proteina spike di Sars-Cov-2. In pratica i ricercatori vogliono usarlo come vettore per stimolare una risposta immunitaria duratura, proprio come quella che sappiamo svilupparsi per morbillo, parotite e rosolia.

Se i test in vitro saranno incoraggianti, la palla passerà ai laboratori di Pittsburgh dove avrà inizio la sperimentazione preclinica. Sempre con i dovuti se e ma, le prove di sicurezza sull’essere umano (60-80 volontari europei) potrebbero partire già alla fine del 2020 e a stretto giro la Themis austriaca potrebbe produrre migliaia di fiale per le fasi successive della sperimentazione umana.

Procedere in fretta sì, ma sempre in sicurezza, ha ricordato Tangy: quando si sperimenta un nuovo vaccino, o come in questo caso una nuova versione di un vecchio vaccino, bisogna necessariamente appurare che la risposta immunitaria scatenata non sia più letale della malattia stessa. “Un vaccino fuori controllo è pericoloso”.

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