(immagine: Daniel Roberts da Pixabay)

Sono 9.771 i decessi registrati nella settimana che va dal 9 al 15 aprile. Nei cinque anni precedenti, in media, furono 7.092: l’incremento è del 37,8%. Tutti morti dovuti al Covid-19? I dati non consentono di dirlo, ma monitorare l’aumento della mortalità si è rivelato il modo più efficace per misurare l’impatto della pandemia.

I dati, appunto. Istat ha pubblicato un aggiornamento dei numeri relativi alla mortalità aggiornati alla metà di aprile. Nello specifico, si tratta di informazioni sui decessi, suddivisi per genere e classe di età, registrati in 4.433 comuni che rappresentano il 57% della popolazione italiana e il 71% di quella delle aree maggiormente colpite dall’epidemia.

Wired ha ricostruito l’andamento a livello settimanale, mettendo a confronto appunto quanto avvenuto nel 2020 con la media dei cinque anni precedenti. Il risultato è questo:

Mortalità ad aprile e coronavirus: rispetto agli ultimi 5 anni nel 2020 sono morte il 38% di persone in più

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La linea rossa mostra l’andamento nel 2020, quella grigia la media del quinquennio precedente. I filtri nella parte bassa consentono di selezionare un genere, una regione o una provincia.

I dati confermano come fino all’inizio di marzo l’andamento non si sia discostato di molto rispetto al passato. Anzi, il numero dei decessi era inferiore alla media. Il sorpasso è avvenuto nella settimana compresa tra il 5 e l’11 marzo, il picco si è raggiunto 15 giorni più tardi, con oltre 20mila morti in sette giorni.

Per capire l’ordine di grandezza, è come se in una settimana avessimo perso una città delle dimensioni di Sondrio. Rispetto alla media dei cinque anni precedenti, il picco ha rappresentato un aumento dell’82% dei decessi. C’è, ovviamente, un elemento di positività, legato al fatto che nelle ultime settimane per le quali si hanno a disposizione i dati le morti sono in calo. Ma, per quanto in contrazione, restano ancora ben al di sopra della media.

Ora, questi decessi hanno interessato soprattutto la parte più anziana della popolazione, a conferma del fatto che il Covid-19 mette maggiormente in pericolo le fasce più fragili della popolazione.

Mortalità ad aprile e coronavirus: rispetto agli ultimi 5 anni nel 2020 sono morte il 38% di persone in più

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Il grafico rappresenta su una mappa di calore la differenza percentuale tra i decessi nel 2020 e quelli nel quinquennio precedente. Ogni quadrato si trova all’incrocio di una settimana dell’anno e di una fascia di età. Quelli di colore azzurro segnano una contrazione dei decessi rispetto alla media, quelli in arancione un incremento. Più la tonalità è scura, maggiore è la distanza in percentuale dal dato medio.

Con la sola eccezione della classe di età tra i 95 ed i 99 anni, fino all’inizio della pandemia il 2020 aveva visto un calo dei decessi. Che invece hanno iniziato a crescere interessando in particolar modo gli over 55. Ancora una volta: affermare che tutti fossero positivi al virus Sars-Cov-2 è impossibile. Anche se, nel mezzo di una pandemia, il nuovo coronavirus resta il principale indiziato.

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