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Che la pandemia di Sars-Cov-2 abbia dato una spinta acceleratrice a tutti i processi di digitalizzazione, inclusi quelli che riguardano l’assistenza sanitaria ai pazienti, è un dato di fatto. Ma come si concretizza poi questa spinta verso il digitale, nella pratica? Se parliamo di salute, ossia di digital health, esempi virtuosi arrivano anzitutto dall’area neurologica, dermatologica e reumatologica, con iniziative specifiche anche per l’Italia.

L’obiettivo è chiaro: fornire una risposta efficace all’eccesso di stress a cui è stato sottoposto il nostro Sistema sanitario nazionale, riducendo la pressione data dagli accessi agli ambulatori ospedalieri, e svincolando i pazienti i loro caregiver da spostamenti non necessari. Senza però compromettere, ma anzi concretizzando sempre più, i princìpi su cui la sanità stessa si basa, come la continuità assistenziale dei servizi, l’impostazione paziente-centrica e la riduzione al minimo dei rischi per la salute pubblica.

Fondamentale, infatti, è che le nuove modalità possano integrarsi con gli attuali percorsi terapeutici e assistenziali, e che siano non solo moderne e hi-tech ma soprattutto efficaci nel dare supporto a chi ne ha bisogno. Accanto all’introduzione dei gadget e dei tool tecnologici, ancora più importante è il ripensamento concettuale del setting di cura, sia aggiornando il modo di offrire i servizi alla persona sia potenziando la medicina territoriale di prossimità.

Dalla visita in studio alla video visita

La possibilità di eseguire visite e consulti medici direttamente da casa, sfruttando servizi di telemedicina, è preziosa anzitutto per le persone che hanno bisogno di un’assistenza constante e continuativa, come chi soffre di patologie neurologiche croniche o ha una qualunque forma di fragilità. In prospettiva, dal ruolo centrale dell’ospedale si passerà alla casa come luogo principale di assistenza, prevedendo in ambito ospedaliero solo attività ed esami specifici.

Un’opzione già messa a disposizione dalla piattaforma di salute digitale Paginemediche.it, ad accesso gratuito, è il servizio #TiVideoVisito, concepito per ridurre gli spostamenti dei pazienti supportando e abilitare il monitoraggio al suo domicilio.

All’interno dello stesso servizio, che è disponibile via web e via app, l’azienda biotecnologica Biogen ha avviato un ulteriore progetto di telemedicina specialistica: Next2you. Focalizzato su aree cliniche specifiche e complesse, come la neurologia, la dermatologia e la reumatologia, il progetto punta a migliorare il rapporto tra medico specialista e paziente, in tutte le fasi del viaggio di cura (in senso metaforico, perché in realtà non si muove da casa), dalla prenotazione della visita al follow-up.

Allo stesso tempo, dal lato dei centri medici e dei reparti ospedalieri, Next2you semplifica gli aspetti organizzativi con funzionalità dedicate: strumenti che centralizzano la gestione (anche da remoto) delle prenotazioni, chat ottimizzate per call istantanee di video visita e tool per l’organizzazione degli ambulatori e il monitoraggio dei pazienti.

Non da ultimo, dal punto di vista formale, sia la soluzione #TiVideoVisito sia Next2you rientrano nella definizione di televisita fornita dal Ministero della salute. Un tema rilevante soprattutto se si pensa come il nuovo scenario italiano e globale renda necessario un cambio di paradigma, un’evoluzione che porti il Sistema sanitario a integrare e istituzionalizzare soluzioni hi-tech e servizi digitali che favoriscano la prossimità verso i pazienti.

Una academy per medici specialisti

Si chiama Digital Health Campus ed è il primo campus di formazione teorica e applicata sulla digital health dedicato ai professionisti sanitari, pensato in una prima fase per i medici specialisti neurologi ma in prospettiva per tutti i clinici. Promosso dalla Società italiana di neurologia (Sin) insieme a Biogen, con il coinvolgimento della Apple Developer Academy (che ha patrocinato l’iniziativa) e della Digital Health Academy, il campus prevede a oggi un programma formativo teorico e pratico dedicato ai neurologi italiani.

Tramite webinar, video pillole e workshop, tutto rigorosamente online, ha la mission di fare cultura digitale, ossia di promuovere la formazione della comunità scientifica di fronte alle nuove logiche e tecniche che si applicano al mondo della salute. Per affrontate le sfide poste da un uso sempre maggiore della tecnologie nella pratica clinica, infatti, acquisire le giuste conoscenze e competenze è sempre più importante.

Il campus è attivo dallo scorso 17 settembre e include tutti i grandi temi della rivoluzione digitale applicata alla salute: dalle app per dispositivi mobili alle terapie digitali, dalla telemedicina al ridefinizione del rapporto tra medico e paziente, passando per i dispositivi wearable (indispensabili per il monitoraggio da remoto), i big data, l’epidemiologia digitale e gli aspetti regolatori sui dati personali. Nelle edizioni successive, dal 2021 in poi, il Digital Health Campus si arricchirà con programmi di formazione dedicati ad altri medici specialisti, come per esempio i professionisti reumatologi, dermatologi e gastroenterologi.

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