(immagine: Getty Images)

Se vuoi dimagrire, spolvera. Al di là delle calorie bruciate con le faccende domestiche, parrebbe il sogno di chiunque desideri mantenersi in forma: basta togliere da casa i depositi di polvere e il gioco è fatto, niente accumuli adiposi e nessun bisogno di controllare la propria dieta.

Anche se, come vedremo, la correlazione polvere-obesità non è affatto stata scientificamente dimostrata, molti giornali e siti negli ultimi anni hanno ripreso con toni trionfali e grandi annunci gli aggiornamenti che si sono susseguiti sul tema. “Alcune sostanze contenute nella polvere causano, se respirate, l’accumulo di grasso”, ha pubblicato Radio105. “Passare l’aspirapolvere in casa almeno una volta al giorno aiuta a dimagrire perché la polvere delle nostre case ci fa ingrassare”, ribadisce Vita da mamma. CheDonna annuncia invece che “Se non riuscite a capire cosa vi abbia fatto ingrassare, sappiate che la colpevole potrebbe essere la polvere, mentre Msn notizie esagera: “Per smaltire più alla svelta i chiletti di troppo e salvaguardare tutta la famiglia, sotto con le pulizie di casa: una passata di aspirapolvere al giorno toglie il medico (e il dietologo) di torno”.

Non molto diversa la versione fornita de GreenMe: “Avete messo su qualche chilo, ma non è cambiato niente nella vostra alimentazione e continuate a fare attività fisica? La colpa potrebbe essere della polvere che si accumula in casa”. E sulla stessa scia, anche se con frasi un po’ più caute, si sono inseriti pure Today e Fanpage, tanto per citare alcuni dei giornali più noti.

L’origine della storia

Alla base di tutto questo materiale pubblicato online, dal 2017 in avanti, c’è il lavoro di ricerca di un gruppo di scienziati dell’università statunitense di Duke nella Carolina del Nord. Il team, guidato da Christopher Kassotis, ha in particolare pubblicato un paper sulla rivista Environmental Science & Technology nel luglio del 2017 a proposito di cellule adipose, polvere e composti volatili presenti in ambiente domestico. E poi ha reso noto alcuni aggiornamenti sugli esperimenti in corso in occasione del meeting annuale della Società internazionale di endocrinologia, poco meno di un anno fa.

In entrambe le occasioni le ricerche hanno fatto notizia, forse per la facilità di creare collegamenti con la quotidianità casalinga delle persone, ma di fatto la portata dello studio è stata ingigantita rispetto alle conclusioni scientifiche che sono state raggiunte. Una parte di queste esagerazioni è probabilmente da imputare agli stessi scienziati, che con qualche strizzata d’occhio hanno reso particolarmente accattivante la presentazione dei risultati, ma poi chi ha ripreso la notizia e l’ha rilanciata al grande pubblico ha fatto il resto. Seppur esista effettivamente una linea di ricerca sul tema e i risultati possano potenzialmente diventare interessanti, il legame polvere-obesità è sostanzialmente una pura fantasia, almeno nei termini in cui è stato presentato nel nostro Paese.

Cosa dice davvero la ricerca

Anzitutto va detto che non è stato svolto alcuno studio né alcuna analisi statistica sugli esseri umani, ma tutti gli esperimenti condotti finora sono stati su colture cellulari in vitro ricavate da “modelli animali” (ossia topi). In particolare, i ricercatori hanno dichiarato di aver utilizzato la cosiddetta linea cellulare 3T3-L1, cioè quella più utilizzata per gli studi sul tessuto adiposo.

Ciò che è stato stabilito è che, esposte ad alcuni composti semi-volatili ricavati da campioni di polvere domestica prelevati dalle case, le cellule adipose hanno mostrato una maggior capacità di accumulare trigliceridi. Da qui è discesa l’ipotesi (che, appunto, a questo stadio è solo una speculazione) che alcuni dei composti presenti nella polvere possano interferire con il sistema endocrino degli esseri umani, determinando una qualche forma di cambiamento metabolico.

Se da un lato esistono già molte ricerche che mostrano come gli interferenti endocrini possano essere collegati a diversi disturbi metabolici (obesità inclusa), va chiarito che gli scienziati non hanno puntato il dito contro la generica “polvere dentro casa”, ma si sono concentrati sull’accumulo di ben precise sostanze legate a materiali, vernici o prodotti per la casa, come ad esempio gli ftalati.

Quello che la ricerca non dice affatto

In sostanza, tutte le conseguenze pratiche suggerite dagli articoli divulgativi e tutti i consigli spicci per la quotidianità sono assolutamente campati in aria. Già il collegamento in generale con la salute umana, dato il modo in cui gli esperimenti sono stati condotti in laboratorio, resta tutto da verificare e quantificare. E l’affermazione secondo cui “i bambini sono i più a rischio”, ripresa da molti giornali, deriva dalla banale considerazione che statisticamente passano più tempo a terra e dunque vicini agli accumuli di sporcizia domestica, dunque potrebbero essere più esposti a eventuali effetti che dovessero essere dimostrati. Ma nulla sappiamo in concreto su come il corpo del bambino risponda effettivamente a questa esposizione.

Anche qualora un effettivo legame tra la presenza di queste sostanze in casa e le alterazioni metaboliche dovesse essere dimostrato, andrebbe comunque stabilito in quale misura questo accumulo di grasso si concretizzerebbe. E ventilare l’idea che il principale responsabile del problema dell’obesità sia la sporcizia domestica significa affermare qualcosa di certamente falso e pure pericoloso, perché porterebbe a credere che l’alimentazione e l’attività fisica non abbiano nulla a che fare con il controllo del proprio peso. Per dirla in altri termini, anche ammesso che successivi studi dimostrino la presenza di un qualche effetto ingrassante dovuto alle sostanze sotto indagine, è più che probabile che questo effetto risulti marginale (per non dire del tutto trascurabile) rispetto ad altri fattori ben più decisivi che sono parte dello stile di vita, a cominciare da come ci nutriamo e quanto ci muoviamo.

Oltre a non aver mai affermato che la polvere sia determinante come concausa dell’obesità, i ricercatori hanno semmai posto l’attenzione sull’importanza di tenere sotto controllo ben precise sostanze che ci portiamo dentro casa sotto forma di oggettistica, capi d’abbigliamento o packaging, e non hanno certo suggerito come soluzione di pulire quotidianamente o maniacalmente le proprie case. Anzi (a dimostrazione di quanto un messaggio possa essere distorto nel tam tam della comunicazione) hanno chiarito che molti dei composti ritenuti potenzialmente dannosi sono contenuti in prodotti utilizzati proprio per le pulizie domestiche. E che buona parte di queste sostanze è sì presente anche negli accumuli di polvere, ma entra nel nostro corpo soprattutto attraverso la respirazione, dato che si tratta di composti volatili o semi-volatili.

In alcuni casi, tutt’ora visibili in rete, le storpiature della ricerca scientifica sono state utilizzate come introduzione a rassegne simil-pubblicitarie di prodotti per la pulizia della casa, dagli aspirapolvere ai sistemi di purificazione dell’aria. Promettendo che una buona qualità dell’aspirazione consentirà di ritrovare la perfetta forma fisica, per sé e per i propri coinquilini.

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