(Foto: National Cancer Institute/Unsplash)

Di informazioni ce ne sono ben poche. Ma quel che si sa per certo è che dopo il decesso di un partecipante coinvolto nello studio su uno dei più promettenti candidati vaccini contro il coronavirus, quello messo a punto dall’Università di Oxford e AstraZeneca, la sperimentazione continuerà. Perché, riporta Reuters, non è stato riscontato alcun problema di sicurezza relativo alla vaccinazione: in altre parole, quindi, la morte del volontario non sarebbe collegata alla somministrazione del vaccino. Dopo l’annuncio del decesso da parte dell’Anvisa (Agenzia nazionale di vigilanza sanitaria), infatti, è stato reso noto che al volontario brasiliano non sarebbe stata somministrata alcuna dose della vaccinazione. “Tutti gli incidenti medici significativi, indipendentemente dal fatto che i partecipanti siano nel gruppo di controllo o nel gruppo del vaccino Covid-19, vengono esaminati in modo indipendente”, ha riferito alla Cnn l’Università di Oxford. “Dopo un’attenta valutazione di questo caso in Brasile, non ci sono state preoccupazioni sulla sperimentazione clinica e sia il comitato indipendente di monitoraggio della sicurezza che le autorità di regolamentazione hanno concordato che il trial debba continuare”.

Secondo i media brasiliani, in particolare secondo la versione riportata da Tv Globo, il volontario era un medico di 28 anni, laureato da poco, che aveva lavorato a stretto contatto con pazienti positivi al coronavirus e che è morto per complicazioni legate a Covid-19. Da quanto si apprende da altre fonti come Bloomberg, inoltre, il partecipante faceva parte del cosiddetto gruppo di controllo, al quale, quindi, era stato somministrato un placebo, e non il vaccino in fase di sperimentazione. Tutte informazioni, tuttavia, che non sono state confermate da fonti ufficiali, per questioni etiche e di privacy.

Finora in Brasile circa 8mila volontari hanno ricevuto il vaccino sperimentale o un placebo, che consiste in un altro vaccino già autorizzato per la meningite. Nè i pazienti né le loro famiglie, ricorda la Bbc, sanno però quale delle due formulazioni stanno ricevendo, in modo tale che i ricercatori possano confrontare i risultati dei due gruppi e riuscire a valutare la reale efficacia del vaccino. Per ora, Astra Zeneca ha riferito di non poter commentare i singoli casi, confermando, tuttavia, che non è accaduto nulla che possa giustificare l’interruzione o la sospensione della sperimentazione. “Non possiamo commentare i singoli casi della sperimentazione in corso sul vaccino poiché ci atteniamo strettamente alla riservatezza medica e alle normative sugli studi clinici, ma possiamo confermare che tutti i processi di revisione richiesti sono stati seguiti”, riferisce alla Cnn un portavoce dell’azienda.

Il verificarsi di eventi avversi o decesso dei volontari durante gli studi clinici non è raro, e non affatto detto che sia collegato, in questo specifico caso, al vaccino che si sta sperimentando. Ricordiamo, infatti, che a settembre scorso la sperimentazione di questo candidato vaccino aveva ricevuto un stop temporaneo a causa di un evento avverso manifestato da un partecipante del Regno Unito, ripresa poi nei giorni successivi (tranne che negli Stati Uniti). “Senza dettagli è impossibile sapere cosa sia successo in questo caso, ma mentre il trial continua, penso che possiamo presumere che le circostanze della morte fossero tali da non essere chiaramente correlate al vaccino”, spiega Ian Jones, virologo della University of Reading. “Quello che dobbiamo ricordare è che in qualsiasi studio di grandi dimensioni i normali processi di morbilità e mortalità sono in atto e che a volte si verificherà un evento in un partecipante allo studio che si sarebbe verificato comunque, studio clinico o no”.

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