Redatto da Oltre la Linea.

Le ONG sono organizzazioni senza scopo di lucro. A ben guardare però lo sono con il portafoglio pieno.

È quanto emerge da un articolo riportato di Lorenzo Mottola per Libero (riportato da Dagospia) che riporta gli stipendi dei vertici delle varie organizzazioni umanitarie attive nel Mediterraneo.

Come quello di Kevin Watkins Save, CEO di Save the childern, che si ritrova, a fine anno, con un gruzzolo di 365 mila dollari.

Ottime cifre anche per CARE International con 250 000 dollari l’anno.

Altro capitolo è quello relativo alle donazioni. SeaWatch, ad esempio, ha raccolto, nel 2018, 1 milione e 800 mila euro. Cifra, riporta l’articolo di cui sopra, destinata a salire dopo l’esposizione mediatica dovuta alle polemiche con Salvini.

Di questi il 30% è destinato al pagamento dei dipendenti, molti dei quali, fanno attività propagandistica in Europa, ben lontani dalle onde del mare.

Gli stipendi medi di partenza si aggirerebbero comunque su cifre molto più basse (2000 euro al mese), ma per chi fa carriera la musica sarebbe decisamente diversa.

È il caso di Giorgia Linardi, portavoce di SeaWatch. È stata infatti protagonista di una recente polemica. Un volantino girato in rete le attribuiva uno stipendio di 5000 euro al mese, confermato dai bilanci ma dai quali, bisogna ricordarlo, vanno detratte le varie spese.

OpenArms invece avrebbe raccolto 769000 euro, per il 91% spesi, a loro dire, per le loro operazioni: 80 migranti arrivati in Italia per un costo dunque di quasi 10 000 euro a persona.

È difficile in ogni caso andare a capire quale sia la portata dei numeri concreti. Tante ONG, si sa, sono poco aperte alla trasparenza.

(La Redazione)

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