(Blue Origin)

Blue Origin ha svelato nuovi importanti dettagli sul lander lunare Blue Moon che proverà a riportare l’uomo sul nostro unico satellite naturale col programma Artemis dopo oltre mezzo secolo dall’ultima missione (Apollo 17). Dietro al progetto emergono nomi storici e importanti.

La società fondata dal numero uno di Amazon, Jeff Bezos, ha raccontato di più sul concept del velivolo che svolgerà l’ultimo tratto del viaggio previsto per il 2024 e che sarà mosso dal propulsore BE-7.

Per la realizzazione del cosiddetto Human Landing System ci sarà la collaborazione di altri produttori che hanno scritto la storia dell’esplorazione spaziale. “Società con decenni di esperienza a supporto della Nasa – si può leggere nel comunicato – con sistemi di volo spaziali umani, veicoli di lancio, logistica orbitale, missioni nello spazio profondo, navigazione interplanetaria e atterraggi planetari”.

Lockheed Martin si occuperà della parte che permetterà di ripartire dalla Luna, delle esercitazioni e delle operazioni di volo; nel passato aveva anche lavorato a un suo proprio lander. Northrop Grumman gestirà la fase che dalla Terra porterà nei dintorni del satellite, basandosi sulle capsule Cygnus utilizzate per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Infine Draper, che nel passato aveva lavorato al computer di bordo delle missioni Apollo, del sistema di discesa e dell’avionica

La grossa parte di responsabilità rimarrà in mano a Blue Origin che avrà le redini della gestione generale del programma, del lato ingegneristico e della sicurezza. Tutto sarà coordinato naturalmente dalla Nasa che sta assegnando i vari contratti per risparmiare al più possibile fondi e tempi per arrivare pronti all’appuntamento del 2024.

Il lander lunare Blue Moon potrà allunare portando con sé un peso notevole e sarà mosso da propellenti come idrogeno e ossigeno liquidi col progetto futuro di poter estrarre gli elementi dall’acqua lunare, così da fare il pieno prima di ripartire.

Il primo lander potrebbe debuttare nel 2023 con una missione senza equipaggio umano con lo scopo di depositare sul suolo lunare strumentazioni e equipaggiamento in vista dell’importantissimo appuntamento dell’anno seguente.

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