Ai tempi di Giuseppe Colombo, fondatore di Edison e docente di meccanica e ingegneria industriale del primo Politecnico di Italia, l’Istituto tecnico superiore, il monopattino elettrico e la casa domotica erano ben oltre l’immaginazione. Ma la storia fa il suo corso e gli eredi 4.0 di Colombo sono al lavoro per scrivere nuove pagine di innovazione a Milano.

Hanno a disposizione 500 metri quadrati per farlo: sono quelli delle Officine Edison, più che un mero spazio fisico, una piattaforma per le sinergie innovative che l’azienda guidata dall’amministratore delegato Nicola Monti ha inaugurato in collaborazione con il Politecnico di Milano a Bovisa, all’interno del PoliHub, incubatore dell’ateno milanese. Nessuno innova più da solo, chiuso nel perimetro aziendale: c’è bisogno di contaminazione e di un approccio multi-attore che Edison ha deciso di cercare in un partner d’eccellenza con i suoi talenti e startup.  I team di ricerca al lavoro nelle Officine studieranno quelle applicazioni che, grazie alla leva tecnologica dell’intelligenza artificiale, miglioreranno diversi ambiti: la previsione di produzione delle rinnovabili o della domanda di gas, e poi ancora i servizi ai clienti e l’ottimizzazione delle risorse energetiche per la produzione industriale. Sono progetti nodali per una società che si occupa di approvvigionamento, produzione e vendita di energia, ma nelle Officine a cambiare è il modo in cui saranno perseguiti i risultati.

Molta interdisciplinarietà e nessuna separazione rigida degli ambienti: le stanze sono dedicate ai progetti ed esperti, innovatori e ricercatori saranno sempre liberi di entrate e apportare le proprie competenze in un flusso fluido e collaborativo. Nuove attitudini per tempi nuovi, in cui oltre alle necessarie competenze di meccanica ed elettronica, servono anche altre abilità e visioni, come quelle del design o della comprensione del comportamento del consumatore.

Officine Edison, in Bovisa l’innovazione aperta al servizio dell’energia

Anche a Milano si replica quindi la formula delle Officine Edison che a Torino gravitano invece nell’Energy center del locale ateneo della tecnica e delle arti. Nel caso milanese Edison potrà fare affidamento anche sul bacino di Polihub, che conta 120 startup e 700 unità, e in generale sull’ecosistema degli attori innovativi presenti in zona. Il quartiere Bovisa è lo specchio di un cambiamento molto più profondo: un tempo era un polo industriale, ed operaio, del capoluogo lombardo, simbolo di un modello lavorativo ed energetico che ha poi ceduto il passo. Oggi è un distretto dell’innovazione e anche del design, una periferia dinamica in cui testare anche quelle soluzioni di mobilità che spopoleranno poi in centro.

Il quartiere sarà infatti lo scenario di sperimentazione per un nuovo servizio di micromobilità: lo studio per un monopattino elettrico sicuro e performante è in corso alle Officine Edison, con un focus molto forte su sistemi di controllo e interazione con l’ambiente circostante. Il prototipo scelto nella primavera 2020 sarà prodotto in 200 esemplari per avviare i test su strada. Anche il monopattino testimonia un cambio di passo culturale, a più livelli: l’interessamento di Edison per il business della micromobilità è coerente in una stagione dove mutano i mezzi e la loro propulsione che si fa elettrica o ibrida.

E anche l’approccio al progetto, dalla fase di studio alla realizzazione del prototipo, è cambiato: viene privilegiato uno sviluppo rapido, dove molto più margine viene concesso all’errore, puntando sulla pratica e la correzione in corso d’opera, per approdare al minimum viable product.

E se le nuove forme di mobilità e consumi si fondono anche su una power economy circolare, in cui una vettura, ad esempio, può cedere energia alla rete, nelle Officine è presente anche un laboratorio di assesment per l’Energy Storage, per studiare le soluzioni innovative a favore dell’accumulo di energia, in particolare per i sistemi residenziali. E nei 500 metri quadrati, non mancano nemmeno una domus con gli elettrodomestici casalinghi: servirà per testare i sistemi Iot.
Come sottolineato da Giovanni Brianza, vicepresidente esecutivo Strategia, sviluppo corporate ed innovazione, “Officine è il luogo in cui Edison mette in atto la propria trasformazione digitale che significa avanguardia tecnologica e profondo cambiamento culturale”.

Le Officine rispondono quindi alla triplice esigenza di “favorire l’osmosi continua tra le nostre attività di innovazione e le eccellenze dell’Università; intercettare i migliori talenti per arricchire le competenze della nostra azienda, posizionare l’innovazione di Edison in un polo fisicamente vicino al nostro business”. L’innovazione del nuovo polo per l’innovazione dell’energia ha visto, il 12 settembre, la presenza dell’ad di Edison Nicola Monti, in carica dallo scorso luglio, di Ferruccio Resta, rettore del Politecnico, di Stefano Mainetti, ad Polihub, di Roberta Cocco, assessore alla trasformazione digitale, dello scienziato Claudio Tuniz e della economista Patrizia Tiberi Vipraio.

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