Recentemente diversi utenti ci hanno contattato per chiederci informazioni in merito ad alcuni nuovi prodotti per il mining di Bitcoin, Ethereum, Monero ed altre criptovalute venduti dalla startup OnMiners. Nei giorni scorsi infatti, diversi siti web anche autorevoli (citiamo ad esempio anche ANSA Italia) hanno pubblicato un comunicato stampa della suddetta azienda riguardante una serie di macchine per il mining di criptovalute ad alte, anzi, altissime prestazioni.

Leggendo il comunicato possiamo notare come i prodotti “sviluppati” da OnMiners siano in grado di fornire hashrate senza precedenti. Non solo, è possibile anche eseguire diversi algoritmi con una sola macchina. Il tutto con consumi assai contenuti e prezzi invitanti, in grado di consentire il ROI in un solo mese.

Ovviamente tutti i prodotti sono pre-ordinabili pagando esclusivamente in criptovlaute. Vediamo un po’ più in dettaglio i prodotti proposti e perché si tratta di un palese Scam.

OnMiners On2U: 5 GH/s su Ethereum, 140 TH/s su Bitcoin e 120 KH/s su Monero…

Chi ha avuto modo di leggere anche solo di sfuggita le schede tecniche dei prodotti di OnMiners (le trovate QUI) ha sicuramente spalancato gli occhi o è scoppiato a ridere. Partiamo dal prodotto entry-level, ovvero l’OnMiners On2U. Notiamo che il device ha diversi hashrate per differenti monete.

La suddetta macchina infatti, sarebbe in grado di garantire un hashrate di ben 140 TH/s nel mining di Bitcoin. Il tutto con un consumo di soli 600 Watt ora. Si tratta di un valore strepitoso, che ci permette di ottenere un’efficienza di ben 4.3 Watt per TH.

Giusto per fare un paragone, gli ultimi ASIC prodotti da Bitmain (gli Antminer S15 e T15) hanno un hashrate massimo di 28 TH/s con un assorbimento di energia di 1600 Watt/ora. Si parla dunque di un efficienza prossima ai 57 Watt per TH, valore che nella modalità a risparmio energetico tocca i 50 Watt per TH. 

Le macchine miracolose di OnMiners sarebbero quindi in grado di offrire un’efficienza dieci volte superiore alle soluzioni di Bitmain, attualmente leader nel settore degli ASIC per il mining di Bitcoin. Giusto per rendere l’idea,  è come se domani una nuova startup sconosciuta annunciasse un processore dieci volte più efficiente delle soluzioni Intel ed AMD…

Ma c’è di più, ognuna di queste mining machine è in grado di minare diversi algoritmi. Per esempio, riportiamo ben 120 KH/s nel mining di Monero. Potrebbe essere anche un valore realistico visti gli ASIC annunciati in passato, ma possibile solo sul vecchio PoW CryptoNight di un anno fa. Ad oggi dunque, si tratta di una valore utopico, visti i continui cambi di PoW di Monero con frequenti Fork, di cui l’ultimo solo due settimane fa.

Così potenti che la tecnologia ancora non esiste!

Proseguendo con le specifiche e gli hashrate, troviamo il valore più assurdo: 5 GH/s nel mining di Ethereum. Si tratta di un valore davvero assurdo. Chi segue un po’ il mining di Ethereum, è ben consapevole che Ethash fa un uso intensivo della banda della memoria VRAM delle schede video per via del vincolo memory hard dato dal DAG di ETH. Attualmente la migliore scheda video nel mining di Ethereum, ovvero la Radeon VII, è in grado di raggiungere circa 100 MH/s con quasi 300 Watt di consumo e ben un TB al secondo di banda di memoria.

Ethash

Ora, detto in parole molto povere, ogni MH/s su Ethereum necessità di circa 7.8 GB/s di banda di memoria. Ciò vuol dire che se la vostra scheda video è una RX 580 che di default ha un bandwidth di 256 GB/s, il massimo hashrate teorico che tale scheda è in grado di raggiungere è di poco più di 32 MH/s. All’atto pratico, con scheda ad impostazioni di fabbrica, difficilmente si arriva oltre i  28-29 MH/s per via di un po’ di overhead ed altri processi di sistema che, seppur in maniera minima, utilizzano banda di memoria. Una Radeon Vega VII invece, non potrà mai superare i 128 MH/s. Si tratta di un valore che difficilmente verrà raggiunto anche con le migliori ottimizzazioni. Ad oggi infatti, sono stati toccati i 105-106 MH/s.

Tornando alla mining machine miracolosa di OnMiners, per ottenere 5 GH/s tale dispositivo dovrebbe avere un bandwidth di memoria superiore ai 40 TeraBytes al secondo. Si tratta di un valore ad oggi impossibile su qualsiasi tecnologia in commercio.

Proviamo invece a ragionare in ottica di più chip paralleli (come l’ASIC ETH di Bitmain), ciascuno con il proprio bus e memoria ad alte prestazione.  Per ottenere un prodotto “realistico” dovremmo quindi avere una soluzione molto simile ad un mining-rig con almeno una 40ina di chip. Ciascuno di questi chip deve essere munito di almeno quattro chip di memoria HBM2. In questo modo, è possibile ottenere una configurazione hardware simile alla Radeon VII (4xHBM2 = 1TB/s).

Considerando il costo di una singola Radeon VII prossimo ai 700 Dollari dovuto in parte ai costi elevati delle memorie HBM2 (si parla di 30-40 Dollari per modulo), capite anche voi che è un prodotto impossibile da realizzare al prezzo a cui viene “venduto”. OnMiners infatti, vende tale macchina a soli 4500 Dollari.

Potremmo andare avanti a parlarvi degli altri hashrate riportati sulla pagina del prodotto, ma bastano già questi pochi elementi abbinati ad alcune conoscenze informatiche di base per capire che stiamo parlando di un gran bello scam. Ma c’è di più…

OnMiners Scam? A quanto pare si!

Senza star qui a discutere dei fantomatici chip “endotermici” (si raffreddano da soli?) realizzati dalla startup in questione, alcuni utenti hanno smascherato le foto fasulle dell’ufficio di OnMiners avente sede a Bruxelles. Giudicate voi stessi:

E’ palese che sia opera di un fotomontaggio eseguita con Photoshop.

Ovviamente anche le foto del team riportate sul sito web di OnMiners sono palesemente false. Le potete infatti trovare facilmente su un noto shop online di immagini. Di seguito trovate alcune delle foto del team prese dal web e presenti sul sito web della startup fraudolenta:

Come se non bastasse, anche le foto dei prodotti sono completamente fasulle. Il famigerato OnMiners On2U infatti, non è altro che un alimentatore Russo per server in formato rack 2U con il logo photoshoppato sopra di esso. 

Ovviamente ci sono anche tanti altri piccoli dettagli finti, fra cui l’indirizzo dell’azienda, il video trailer pubblicato su YouTube ed il “famoso” comunicato stampa che è recentemente stato riportato da decine di siti web anche autorevoli, fra cui appunto ANSA. E’ stato proprio quest’ultimo che ha spinto diverse utenti a chiederci informazioni.

Infine, vi lasciamo con un divertente video girato da uno YouTuber Americano, il quale ha pensato bene di chiamare l’azienda in questione per chiedere informazioni… Buona visione!

 

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