Hacker viola uno smartphone (Getty Images)

Il Parlamento europeo ha adottato formalmente il regolamento contro i contenuti online riconducibili al terrorismo, che impone alle piattaforme digitali di rimuoverli entro un’ora dalla loro segnalazione. La decisione non è stata votata nella plenaria dell’emiciclo, perché già approvata lo scorso 11 gennaio dalla commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni (Libe). Tuttavia, il nuovo regolamento è stato a lungo contestato, sia per le tempistiche imposte, ritenute difficilmente implementabili, sia per i rischi di abuso e di violazione delle libertà personali che la norma potrebbe comportare, non prevedendo alcun meccanismo di controllo da parte delle autorità giudiziarie.

La legislazione sulla prevenzione della diffusione di contenuti terroristici online, riporta il testo, impone alle piattaforme digitali di rimuovere “i contenuti terroristici o disabilitare l’accesso ai contenuti terroristici in tutti gli stati membri il più presto possibile e in ogni caso, entro un’ora dal ricevimento della segnalazione”. Gli ordini di intervento dovranno provenire dalle “autorità competenti” di ogni singolo paese membro e potranno essere indirizzati anche a tutti gli stati dell’Unione. Secondo la Commissione europea, che ha redatto il testo, la norma è necessaria per combattere la radicalizzazione, la diffusione dei messaggi terroristici e impedire la coordinazione di attività collegate.

Tuttavia, secondo i critici, dati i tempi così ristretti le piattaforme verrebbero di fatto incentivate a usare algoritmi di moderazione che potrebbero non distinguere tra i contenuti e provocare un’ondata di censura indiscriminata. Inoltre, la portata internazionale degli ordini di rimozione e l’assenza, nella norma, di una disposizione che ne autorizzi il controllo da parte del giudiziario, può minacciare la libertà di espressione delle persone e mettere in pericolo la società democratica. Per rispondere a queste critiche, i legislatori hanno inserito alcune garanzie nel testo, come l’esclusione di tutto il materiale relativo al terrorismo di tipo educativo, giornalistico, artistico o di ricerca dagli ordini di rimozioni. Oppure la specifica rispetto all’utilizzo di meccanismi automatici, la quale prevede che non esista alcun “obbligo di usare strumenti automatizzati da parte del fornitore di servizi” per attuare il regolamento e l’aggiunta di obblighi rispetto alla trasparenza.

Nonostante le nuove specifiche, alcuni deputati temono ancora la possibilità di un abuso della nuova legislazione. Secondo la deputata dei Verdi Gwndoline Delbod-Corfield, intervistata dalla testata Euractiv “il termine terrorismo è usato dappertutto, in continuazione, in maniera completamente indebita” e questo potrebbe portare alcuni Stati ad abusare della norma.

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