In Italia la crescita dei casi di coronavirus dipende dal fatto che sono stati eseguiti più tamponi che in altre nazioni. I numeri sono così alti perché i giornali non nascondono i dati reali. È un complotto per vendere più mascherine. Si sprecano ipotesi e bufale per spiegare la diffusione del contagio nel nostro paese. La realtà dei fatti è che l’andamento è simile in tutte le nazioni colpite. Per capirlo, Wired ha fatto affidamento sui dati raccolti dalla Johns Hopkins University di Baltimora. In particolare, ci siamo concentrati sul numero di casi positivi totali aggiornato giornalmente, escludendo le nazioni con meno di 100 casi. E si è scelto di indicare come tempo zero il giorno in cui è stato registrato il primo caso. Questo non vale per la Cina dove l’epidemia è iniziata prima del 22 gennaio, il primo giorno per il quale la Johns Hopkins pubblica i dati. Questa la situazione nei tre paesi maggiormente colpiti dopo Pechino per ora: Corea del Sud, Italia e Iran.



Come si può notare, l’andamento è molto simile: in Italia, così come in Corea del Sud e in Iran, dopo che per un periodo più o meno lungo il numero di casi è rimasto contenuto a poche unità, c’è stata un’impennata nei casi. Un andamento che si può vedere nelle sue fasi iniziali se ci si concentra sui paesi che, al 5 marzo, registravano meno di 500 casi:



I grafici mostrano un andamento analogo a quello visto nelle nazioni che presentano un numero di contagi maggiore, con buona pace di complotti e bufale. Uniche eccezioni Giappone, Hong Kong e Singapore, nei quali l’incremento dei casi positivi, seppur costante nel tempo, appare meno repentino. Questa invece la situazione nella sola Europa, con l’esclusione dell’Italia:



Anche qui, dopo alcuni giorni in cui il numero dei casi resta contenuto, si assiste a un aumento veloce. L’ultimo grafico mostra invece la situazione in Cina. Qui si può vedere l’effetto delle misure di contenimento: dopo giorni di incremento, il numero di nuovi casi tende a ridursi e il totale raggiunge uno (sperato e sperabile, ma non ancora certo) plafond. Una situazione che, purtroppo, appare ancora lontana in tutti gli altri paesi colpiti dal virus.



Questa, infine, è una versione interattiva del grafico, che permette a ciascun lettore di isolare la nazione cui è interessato o di effettuare confronti per capire l’andamento dell’epidemia nei diversi paesi interessati dal nuovo coronavirus.



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