Mark Zuckerberg (foto: Justin Sullivan/Getty Images)

Il 1° ottobre The Verge, un importante quotidiano di tecnologia statunitense, ha pubblicato un audio risalente allo scorso luglio nel quale si sente il fondatore e Ceo di Facebook Mark Zuckerberg attaccare la senatrice e candidata alle presidenziali del 2020 Elizabeth Warren per via del suo piano di “fare a pezzi” i big tech. Il progetto – che è stato presentato a marzo – prevede, tra le altre cose, di evitare nuove fusioni e imporre alle aziende con più di 25 miliardi di fatturato di scindersi per evitare che diventino monopoli e inibiscano la concorrenza e l’innovazione. Se Warren riuscisse a realizzarlo, Facebook dovrebbe rinunciare a Instagram e Whatsapp.

Sono assolutamente preoccupato del fatto che qualcuno possa cercare di smembrare la nostra compagnia”, dice Zuckerberg rispondendo alla domanda di un impiegato sulle intenzioni di Warren. “Se diventerà presidente, scommetto che dovremo adire alle vie legali e scommetto che vinceremo. Sarebbe una rogna per noi? Sì. Io non voglio avere contese legali col governo…se qualcuno mette a rischio la nostra esistenza, si va ai materassi e si combatte”, conclude citando una celebre frase del film Il Padrino.

Dopo la pubblicazione dell’audio, Warren ha scritto su Twitter: “La cosa veramente terribile sarebbe non correggere questo sistema corrotto che permette alle compagnie giganti come Facebook di porre in essere pratiche anti concorrenziali illegali, di calpestare il diritto alla privacy dei consumatori e di eludere le proprie responsabilità di proteggere la nostra democrazia”.

Big tech vs legislatori

Lo scontro tra Zuckerberg e Warren non è una novità. I due non si sono mai confrontati di persona ma la senatrice ha fatto della lotta ai big tech uno dei punti principali della campagna presidenziali e, per un periodo, dalla piattaforma erano scomparsi i suoi post. Interpellato a questo proposito da Politico, un portavoce della compagnia aveva risposto: “Abbiamo eliminato i post perché violavano la nostra policy sull’uso del logo aziendale. Li metteremo di nuovo a disposizione per consentire un dibattito sulla questione”.

Le dichiarazioni di Zuckerberg sono però importanti perché prospettano un possibile scenario su come si evolveranno i rapporti tra la politica e aziende come Facebook che sono passate dall’essere un acclamato modello di business a un potenziale pericolo, e quali conseguenze questi avranno nell’opinione pubblica.

Per ora sappiamo che c’è una gran parte di elettori che sostiene Warren e, molto probabilmente, appoggia la sua lotta contro i big tech. Alcuni sondaggi recenti la dànno tra i favoriti per le primarie del partito democratico insieme a Joe Biden e sembra che più passi il tempo più le sue chance aumentino.

C’è poi un altro aspetto. La pubblicazione dell’audio è avvenuta senza il consenso di Facebook o di Zuckerberg. Sembra anzi che quest’ultimo sia venuto a saperlo quando lo hanno fatto tutti gli altri lettori di The Verge. Questo significa che qualcosa è cambiato anche all’interno dell’azienda. “Per più di un decennio, Zuckerberg si è confrontato con i suoi migliaia di impiegati nel corso di incontri settimanali nei quali si è discusso di ogni aspetto della compagnia. E per anni, pochissime di queste informazioni sono finite sulla stampa”, scrive Peter Kafka su Vox. “Ora qualcuno ha tradito la famiglia”. Non si sa chi sia questa persona né perché lo abbia fatto ma il suo gesto ci fa pensare che le discussioni all’interno dell’azienda non saranno più così segrete.

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