Secondo uno studio scientifico, pubblicato sulla rivista Nature Communications, le strategie di isolamento combinate con il contact tracing tramite applicazioni possono contribuire a contenere l’insorgere di nuovi focolai di Covid-19. In particolare se abbinate al rispetto del distanziamento fisico, all’uso di mascherine, a una vasta diffusione dell’utilizzo delle app e al rapido isolamento dei contatti.

Secondo le simulazioni svolte in collaborazione tra la Fondazione Bruno Kessler (Fbk) di Trento, il Politecnico di Losanna (Epfl), la Technical University di Copenaghen (Dtu), l’Università di Aix-Marsiglia, la Fondazione Isi di Torino e l’Università degli Studi di Torino, il tracciamento via app dei contatti aiuta a ridurre il numero di nuove infezioni. I risultati di questo studio vanno ad aggiungersi a quanto riportato dal ricercatore Luca Ferretti del Big Data Institute dell’università di Oxford sulla rivista Nature. Secondo Ferretti, per ogni aumento dell’1% degli utenti di un app di contact tracing, una volta superata la soglia del 15% di utenti sul totale nazionale, il tracciamento contribuirebbe a una riduzione delle nuove infezioni dallo 0,8% al 2,3%.

Nelle ultime settimane, in Italia l’aumento dei contagi ha reso necessaria l’attivazione di misure di contenimento più stringenti su tutto il territorio nazionale. Ma anche il tracciamento dei contagi per isolare i positivi e prevenire il diffondersi della malattia e delle sue varianti. In Italia, tuttavia, l’uso dell’applicazione di tracciamento Immuni non cresce da settimane. Secondo l’aggiornamento sui download pubblicato nella pagina di Immuni circa 10,3 milioni di cittadine e cittadini hanno scaricato l’app.

Per aumentarne la diffusione e l’efficacia, il Garante per la protezione dei dati personali ha dato il via libera a una nuova funzionalità, per permettere all’utente di allertare in autonomia i contatti qualora fosse risultato positivo al coronavirus. In questo modo, gli utenti risultati positivi non avranno più bisogno di aspettare l’aiuto di un operatore esterno per segnalare la propria positività al database nazionale. Per poter avviare la comunicazione sarà solamente necessario inserire il codice univoco nazionale che si troverà sul referto del tampone e le ultime 8 cifre della tessera sanitaria sull’applicazione. Immuni provvederà poi in autonomia a inviare un’allerta agli altri utenti che possono essere entrati in contatto con il soggetto positivo.

 

The post Perché non dobbiamo dimenticarci del contact tracing digitale appeared first on Wired.



Leggi l’articolo su wired.it