(foto torstensimon / Pixabay)

La campagna vaccinale va avanti e per ora i dati raccolti negli studi sui già vaccinati sono favorevoli anche contro la variante cosiddetta inglese. A fronte di questi primi risultati positivi gli specialisti di tutto il mondo spingono per la velocizzazione della campagna vaccinale, anche per impedire che attecchiscano nuove varianti che eventualmente potrebbero essere meno coperte dalla vaccinazione. A questo proposito un gruppo di farmacisti a Washington di Inova Health – e probabilmente non solo loro – si chiede perché non è possibile ottimizzare le dosi della vaccinazione, come già si fa per numerosi altri vaccini e farmaci, attraverso il pooling, ovvero recuperando la quantità di vaccino rimasta in una fiala (che contiene varie dosi) con la rimanenza di altre fiale, adottando la massima prudenza e tutte le regole del caso.

Qualcosa rimane sempre

Resta sempre una certa quantità di vaccino in un flacone, anche quando si sfruttano tutte le dosi presenti nella fiala. A questo proposito ricordiamo la discussione relativa al vaccino Pfizer-BioNTech, di cui il documento legale Ema dichiarava la presenza di 5 dosi per ogni fiala, mentre in realtà i dosaggi utilizzabili sono 6, come riconosciuto e approvato anche dall’Aifa. Il punto è che attualmente non si può sfruttare la parte residua, accorpandola ad altri dosaggi rimanenti.

I farmacisti di Inova quantificano il vantaggio, in termini di maggior numero di vaccinazioni e minore spreco del prodotto. In particolare, si legge su NBC news che riporta la notizia, si potrebbe ipotizzare che, in una giornata in cui si somministrano circa 4mila vaccinazioni, se ne potrebbero svolgere  ben 400 in più, in un periodo in cui le scorte di vaccini sono ancora ridotte. La pratica, spiegano gli esperti di Inova, è già in uso per vari vaccini, incluso quello antinfluenzale e altri medicinali.

I dubbi sulla cross-contaminazione

Ma la Fda (e anche la nostra Aifa) non ha autorizzato la pratica e, come si legge sui media, l’autorità statunitense spiega che per i vaccini di Pfizer-BioNTech e di Moderna esiste un rischio di cross-contaminazione batterica legato al prelievo con la stessa siringa di parte di una dose e parte di un’altra in una seconda fiala. I vaccini in questione, infatti, non contengono sostanze (conservanti) per fermare l’eventuale crescita microbica nel caso di una contaminazione.

Tuttavia i farmacisti di Inova ribattono che il rischio è minimo, a fronte del grande vantaggio e che i vaccini rimanenti nelle fiale verrebbero utilizzati immediatamente, entro 60 minuti dalla somministrazione dell’ultima dose ufficiale, senza lasciar passare tempo, abbassando così ulteriormente questa probabilità.

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