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Il consiglio comunale di Portland ha votato all’unanimità il disegno di legge che vieta l’utilizzo delle tecnologie di riconoscimento facciale per scopi pubblici e privati. È una delle legislazioni più complete in materia in quanto, a differenza di quella adottata da altre città statunitensi come Boston, Oakland e San Francisco, quella della metropoli dell’Oregon ne regolamenta l’uso anche negli “esercizi privati ma aperti in pubblico” cioè nei ristoranti, nei cinema, negli asilo, negli studi medici e in tutte le altre attività specificate in un allegato alla norma.

“I cittadini di Portland non dovranno mai più temere che la loro privacy venga sfruttata dal loro governo o da un’istituzione privata”, ha spiegato il sindaco della città Ted Wheeler, che ha voluto sottolineare come questo tipo di tecnologia non sia più utilizzabile su larga scala in quanto “pericoloso e iniquo” verso alcuni gruppi etnici.

I pericoli del riconoscimento facciale

L’impiego di questi software, soprattutto da parte delle forza dell’ordine, è da tempo al centro di controversie e polemiche poiché è stato dimostrato che l’algoritmo su cui si basa il riconoscimento mostra risultati che, in molti casi, sono frutto di pregiudizi razziali e ha difficoltà a riconoscere in maniera esatta individui di particolari gruppi etnici. Motivo per cui, a seguito delle manifestazioni di Black Lives Matter, i colossi hi-tech coinvolti nella produzione di questi strumenti, come Ibm, Microsoft o Amazon, hanno deciso di interrompere i propri contratti con le forze dell’ordine e non offrire più sistemi per la sorveglianza di massa.

“Con questa legge speriamo di aver fatto una passo avanti. Speriamo che diventi un modello anche per il resto del paese”, ha dichiarato Jo Ann Hardesty, consigliere municipale di Portland. L’obiettivo della città è che non vengano più perpetrate discriminazioni razziali a causa dell’impiego del riconoscimento facciale: “Vogliamo assicurarci” – ha continuato Hardesty – “che i membri della nostra comunità più vulnerabili o di colore siano protetti”.

Nonostante Amazon abbia sospeso la distribuzione del suo software Rekognition a vari dipartimenti di polizia negli Stati Uniti, a Portland la società ha invece provato a bloccare l’approvazione del disegno di legge, spendendo 24mila dollari per fare pressioni sui politici locali, senza peraltro alcun risultato apprezzabile.

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