Redatto da Oltre la Linea.

“I diritti del lavoro, sorti nella contrattazione, sono divenuti diritti universali e hanno plasmato un modello di Stato sociale che, via via, ha rafforzato le misure generali per l’assistenza, il bisogno, la malattia, la vecchiaia. Questo sistema di diritti, che mette al centro la persona, si chiama Europa.” La faccia tosta del presidente della Repubblica Mattarella, non ha proprio fine, anche il Primo maggio.

Così il capo dello Stato si è espresso in occasione del discorso per le celebrazioni della festa dei lavoratori. Evidentemente Mattarella ha dimenticato i livelli di disoccupazione galoppante in cui è sprofondata non solo l’Italia, ma gran parte dell’Europa da quando l’Unione Europea ha iniziato ad esistere come realtà economica consolidata. Ha dimenticato il precariato, divenuto ormai una costante di una società come la nostra che trent’anni fa, pur in modo imperfetto, tutelava la sicurezza del lavoro come pochi altri in Occidente.

Proseguendo, Mattarella ha sostenuto che “se l’Unione è stata formata dagli Stati nazionali, adesso solo la forza unitaria del continente può assicurare la difesa di quei principi”. Per ora – e “per ora” si intende da vent’anni a questa parte – il “continente unito” non ha fatto altro che schiacciarli, qui principi, caro presidente.

E, sempre “per ora”, lo Stato sociale da lei citato è stato distrutto, caro presidente.

Qui di seguito, il discorso integrale di Mattarella.

 

(di Stelio Fergola)

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