(foto: Daniel Schludi/Unsplash)

La cattiva notizia è che anche in Italia i contagi da coronavirus hanno ricominciato a salire. Quella buona è che i ricoveri in terapia intensiva e i decessi, altri indicatori cruciali dell’impatto della pandemia di Covid-19, per ora restano bassi. Con l’obiettivo di aiutare il lettore a monitorare l’andamento dell’epidemia, Wired ha costruito questa infografica. Che, aggiornandosi quotidianamente con i dati raccolti dalla Protezione civile, consente di tenere sotto controllo le curve.

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Il grafico mostra la curva di contagi, i ricoveri in terapia intensiva e i decessi. Più nello specifico, la scelta è stata quella di rappresentare la media mobile a sette giorni per ridurre le oscillazioni. In particolare quelle legate al fatto che nel fine settimana si effettuano meno tamponi. Cliccando su un punto della curva, che dà conto di quanto avvenuto negli ultimi 120 giorni, un pop-up indica la data e il numero assoluto di eventi registrati in quella giornata, siano essi nuovi positivi, ricoverati o decessi.
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Il confronto con il Regno Unito

Come si può notare, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio la curva che descrive i nuovi positivi si è piegata verso l’alto. E ora punta decisamente verso una risalita. Un fenomeno dovuto a diversi fattori, dalle riaperture alla diffusione della più contagiosa variante delta. Un fenomeno, bene ricordarlo, che non riguarda solo l’Italia: il Regno Unito lo sta osservando dalla fine di maggio.

Londra, che da oggi ha rimosso ogni tipo di restrizione, da fine giugno sta vedendo anche un aumento dei ricoveri e dei decessi, per quanto nemmeno lontanamente paragonabile a quello visto con l’inizio della seconda ondata. La differenza, ovviamente, è che quando quest’ultima prese il via, nell’autunno scorso, la campagna vaccinale non era partita. Dobbiamo quindi immaginare che all’inizio di agosto, ovvero un mese dopo la ripresa dei contagi, ricoveri e decessi riprenderanno a salire anche in Italia? Possibile, certamente. Anche se è possibile che la strategia vaccinale italiana si riveli vincente rispetto a quella inglese.

Il governo di Boris Johnson ha scelto di concentrarsi sulla prima dose, rinviando i richiami. Le autorità italiane, invece, hanno preferito la via dell’aderenza terapeutica. Ovvero di somministrare anche la seconda dose per quei vaccini che la richiedano. E i dati raccolti finora indicano come la doppia dose di quelli a mRna mantenga l’efficacia nel contrastare i casi gravi, anche se legati alla variante delta.

L’efficacia dei vaccini

Un ulteriore dato incoraggiante arriva dall’ultimo bollettino epidemiologico dell’Istituto superiore di sanità. Un documento che suddivide i dati relativi a contagi, ospedalizzazioni e decessi sulla base del ciclo vaccinale, evidenziando l’efficacia dei vaccini nel proteggere da infezioni e forme gravi.

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Come si vede, la maggior parte dei casi registrati nell’ultimo mese riguarda persone che hanno scelto di non vaccinarsi o non hanno ancora avuto modo di farlo. Cliccando su una colonna, un pop-up indica il periodo di riferimento e i valori assoluti. I vaccini, dunque, aiutano a mantenere basse le curve relative a decessi e ricoveri anche se sale quella dei contagi. Al momento, però, dei 51 milioni di italiani con più di 16 anni, solo 27 milioni hanno completato il ciclo vaccinale, mentre altri 7,3 sono in attesa della seconda dose. La fascia di popolazione suscettibile, quella cioè che ha un rischio più alto di conseguenze gravi del contagio, resta ampia.

 

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