Un’antenna 5G (foto di Artur Widak/NurPhoto via Getty Images)

Qualcomm, in occasione del Mobile World Congress 2021 di Barcellona, ha presentato tutte le sue ultime novità per lo più concentrate dell’orbita della tecnologia 5G. L’amministratore delegato dell’azienda, Cristiano Amon, ha sottolineato l’importanza strategica non solo delle componenti hardware per gli smartphone e i terminali fixed wireless, ma anche gli elementi infrastrutturali che consentiranno agli operatori di gestire la transizione verso i nuovi standard.

Le nuove linee prodotto infatti supportano sia le frequenze sub-6Ghz, che vengono impiegate attualmente dai primi servizi 5G, che frequenze millimetriche (mmWave) capaci di prestazioni velocistiche da record. Si parla di 16 volte superiori rispetto a sub-6Ghz e 38 volte rispetto al 4G Lte. E in tal senso evidente l’impegno del colosso statunitense per fornire apparecchiature e hardware adeguati per tutto l’ecosistema di quinta generazione: dalle schede per i provider ai terminali.

Sul fronte 5G standalone, che molti definiscono come “il vero 5G” poiché si basa su infrastrutture esclusive e non quelle 4G, bisogna registrare il primo lancio commerciale di Vodafone Germania avvenuto a marzo 2021. Anche in questo caso terminali e dispositivi montavano i chip Qualcomm Snapdragon. Grazie all’hardware Qualcomm i terminali saranno in grado in  di supportare contemporaneamente sia le attuali reti 5G NSA (non-standalone) che le 5G SA (standalone) future. Per esempio Tim ha previsto le prime implementazioni a doppio supporto tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022, mentre la totale copertura 5G è prevista entro il 2025.

Per i clienti residenziale la 5G standalone significherà un’ulteriore riduzione della latenza sommata ad altre innovazioni che pensiamo di introdurre nei prossimi mesi, come l’edge computing“, ha spiegato Michele Gamberini, chief technology & information officer di Tim. Altri esempi consumer vanno dal gaming online multi-utente su rete mobile alla fruizione di eventi sportivi live in modalità immersiva.

Enrico Salvatori, presidente di Qualcomm Europe, ha ricordato infine il recente lancio di Vodafone Germania dei nuovi occhiali di realtà aumentata Nreal Light abbinati allo smartphone Oppo Find X3 Pro e basati su tecnologie Qualcomm Snapdragon 855 e Snapdragon 865. Ma anche l’unità Fwa Cpi basata su Snapgradon X55, ovvero il terminale domestico che consentirà agli utenti l’acceso ai servizi wireless residenziali di ultima generazione.

Le nuove linee di Qualcomm

Il Mobile World Congress 2021 è stato scelto anche per presentare  la nuova punta di diamante di Qualcomm per gli smartphone: il system-on-chip (SoC) Snapdragon 888 Plus 5G. Grazie alla cpu Kryo 680 con frequenza fino a 3 GHz e Ai Engine di sesta generazione si prospettano notevoli incrementi miglioramenti nel gaming, nell’efficienza dell’intelligenza artificiale, nella riproduzione dei contenuti multimediali e anche nell’elaborazione fotografica. D’altronde la 888 Plus è accreditata di un incremento prestazionale di circa il 20% rispetto alla versione 888, presentata  sette mesi fa. Non manca poi la seconda generazione del chip Qualcomm Sensing Hub che permette di gestire funzioni always-on a basso consumo.

Per la connettività il nuovo modem integrato Qualcomm X60 offre il supporto a mmWave e carrier aggregation di ultima generazione con la possibilità di arrivare a supportare in download una velocità massima di 3.6 Gbps. Il rinnovato sistema FastConnect 6900 offre la tecnologia Bluetooth 5.2. Inoltre è assicurata la capacità di encoding e decoding di contenuti video con risoluzione 8K. Lo Snapdragon 888 Plus 5G verrà impiegato a partire dalla seconda metà del 2021 sugli smartphone top di gamma di Asus (Rog), Honor, Motorola, Vivo e Xiaomi; i primi annunci sono previsti a partire da settembre.

La nuova scheda Qualcomm 5G Du X100 in formato Pci Express sarà strategica per la diffusione delle piattaforme virtualizzate Ran (radio access network) di quinta generazione per altro interoperabili secondo le linee “open” (O-Ran). La seconda generazione di piattaforma 5G Ram per small cell (Fsm200xx) invece è la prima adeguata al 3GPP Release 16 5G che consente di gestire tutte le frequenze mmWave e quelle nella banda Sub-6 GHz.

In sintesi da una parte viene offerta l’opportunità agli operatori di aumentare la capacità complessiva della rete e sfruttare a pieno le alte prestazioni, bassa latenza ed efficienza energetica del 5G assicurando comunque flessibilità e scalabilità con hardware e software modulari. Dall’altra si punta tutto sulle onde millimetriche, che permettono il massimo delle prestazioni 5G con ridotte latenze sebbene abbiano bisogno di una diffusa capillarità di small cell –  ovvero piccole antenne di prossimità progettate per centri storici, ambienti metropolitani e zone ad alta densità di utenza.

La nuova frontiera delle onde millimetriche

In Europa, Nord America, Cina, India, Giappone, Corea e Sudest asiatico è iniziata a diffondersi la tecnologia 5G basata su onde millimetriche (mmWave). In principali operatori e aziende specializzate (circa 40), fra cui Tim, Vodafone, Fastweb, Deutsche Telekom, Ericsson, Samsung e Xiaomi stanno collaborando con Qualcomm per lo sviluppo di reti e dispositivi compatibili. L’Italia ad esempio è uno dei pochi paesi europei dove le relative frequenze sono già state assegnate.

Si tratta di una tecnologia essenziale, secondo Amon, per ottenere il massimo potenziale del 5G e godere sotto il profilo industriale di un vantaggio competitivo.  Il problema è che i segnali emessi difficilmente attraversano le infrastrutture murarie, quindi l’impiego abbinato di frequenze Sub-6 GHz rimane chiave per fornire servizi efficienti in ogni frangente.

Una piattaforma come quella Qualcomm capace di dialogare e far dialogare tutte le frequenze a disposizione agevola l’implementazione e la copertura, soprattutto se si considerano strutture come aeroporti, ospedali e stazioni. Nello specifico il 5G mmWave sfrutta risorse nelle frequenze sopra i 24 GHz per assicurare prestazioni multi-gigabit. E questo abiliterà non solo servizi fixed wireless più evoluti ma anche servizi specialistici come il controllo remoto, la telemedicina più avanzata, la videosorveglianza.

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I progetti Tim e Fastweb con la 5G millimetrica

Tim proprio in questi giorni ha svelato la prima fabbrica italiana connessa in 5G: Exor International. Si tratta di un produttore di piattaforme digitali per il settore industriale, specializzato in soluzioni di industrial IoT ed edge computing, che grazie alle frequenze a 3,7 GHz e 26GHz (a onde millimetriche), consentirà di sperimentare l’efficacia del 5G nel favorire la comunicazione di robot industriali connessi. Il primo progetto pilota riguarderà la realizzazione di una macchina di ispezione visiva della qualità.

Si tratta infatti di una vera e propria rete dedicata all’impresa che consente di ottimizzare i processi della smart factory 4.0 e di beneficiare delle migliori prestazioni del 5G. Intendiamo offrire questo modello a tutte le aziende clienti, a partire da quelle presenti negli oltre 140 distretti industriali“, ha commentato Federico Rigoni, chief revenue officer Tim.

Le onde millimetriche sono chiave anche per Fastweb che diversi mesi fa ha iniziato a sviluppare la sua rete fixed wireless basata su queste frequenze. L’obiettivo è di coprire circa 12 milioni di famiglie nei prossimi tre anni poiché nelle aree più difficili da raggiungere è considerata fra le migliori alternative alla fibra e ad altre soluzioni miste. “Fastweb crede fermamente nella tecnologia 5G come abilitatore della connettività a banda ultra larga e siamo orgogliosi di essere tra i primi operatori in Europa a implementare una rete commerciale UltraFwa basata su uno spettro 5G mmWave“, ha affermato Marco Arioli, chief technology officer di Fastweb.

In conclusione

Al netto degli annunci prodotto, almeno in Italia, la transizione dal 5G standalone a 5G Nsa sarà lenta in ambito consumer: ci vorranno almeno 2/3 anni, se si escludono le piazze più strategiche (Milano, Torino, Roma, etc.). Più facile invece che vi sia un’accelerazione sui fronti industriale e quello fixed wireless. Il 5G mmWave invece va considerato come un plus per ambienti specifici, ma l’impatto ambientale si valuterà sul campo poiché ad oggi le small cell hanno una copertura massima teorica di un centinaio di metri. Un centro storico rischierebbe di essere invaso di apparecchiature.

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