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Può capitare di acquistare prodotti tech all’estero durante le vacanze. Come comportarsi quando si ritorna in Italia e si deve passare la dogana? Abbiamo isolato alcune domande molto comuni per fare chiarezza e rispettare le normative. Il punto di riferimento è la Carta doganale del viaggiatore edizione 2019, con tutte le informazioni.

In quali paesi si può acquistare senza dichiarare nulla alla dogana?

Prima di tutto, i beni che si devono dichiarare sono quelli al di fuori dell’Unione Europea, come specificato: “Sono esenti dai diritti doganali i beni che il viaggiatore, in arrivo da un Paese non facente parte dell’Unione Europea, porta con sé nel proprio bagaglio personale, purché tali importazioni abbiano carattere occasionale“.

Quindi, se si compra nelle seguenti nazioni, non si è tenuti a dichiarare nulla: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria.

Qual è il limite di valore che non necessita di dichiarare alla dogana?

Sempre dalla carta si legge, proseguendo dalla frase precedente: “[Purché] i beni siano destinati all’uso personale o familiare del viaggiatore e purché il loro valore non superi complessivamente 300 € per viaggiatore; detto importo è aumentato a 430 € nel caso di arrivo in aereo e via mare“.

Dunque se si rientra in Italia da auto, treno o anche a piedi o in bicicletta il limite è di 300 euro per viaggiatore che sale a 430 euro quando si rientra con aereo o nave. Il limite scende a 150 euro per tutti i casi se il viaggiatore è minore di 15 anni.

L’irregolare dichiarazione di importazione è contenuta nell’art. 303 del Tuld (Dpr 43/73). Il comma 1 stabilisce la multa in un totale tra 103 e 516 euro per la difforme dichiarazione di qualità, quantità e valore. Tuttavia, per errori di dichiarazione su somme importanti si rischia di pagare davvero un salasso da 30.000 euro a fino dieci volte l’importo dovuto. Tutto dipende naturalmente da quanta merce si importa in modo illegale. Presso questo link si può trovare un riassunto esaustivo di eccezioni e dettagli sul regime sanzionatorio per gli errori dichiarativi.

Vale la garanzia in Italia sul prodotto tech estero?

In questo caso non si può generalizzare e dipende dal paese dove si è completato l’acquisto, quindi è buona norma informarsi prima. Nel caso di acquisto all’interno dell’Ue valgono i due anni di garanzia legale.

Se rimuovo il prodotto tech dalla scatola e fingo che sia di mia proprietà?

Questo è il metodo largamente più diffuso ed è tecnicamente illegale. Lo scenario è questo: si compra un prodotto tecnologico al di fuori dell’Unione Europea spendendo più dei limiti, per esempio un notebook oppure una macchina fotografica, si leva dalla scatola e lo si pone nella valigia proprio come se fosse un oggetto personale.

Il ragionamento è presto detto, anche se palesemente nuovo chi può dimostrare che sia un oggetto acquistato durante il viaggio e non di proprietà? Impensabile di immaginare un responsabile molto ligio in dogana, che notasse il prodotto nuovo, si spingesse fino a ulteriori verifiche, incrociando magari i dati con lo storico della carta di credito e accertasse la non dichiarazione. Se così fosse, allora si andrà a pagare l’eventuale limite non dichiarato (vedi sopra).

Insomma, muoversi oltre il regolamento non è difficile, tutto dipende dall’onestà personale. Resta il fatto che sia totalmente sconsigliabile questa pratica.

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