(foto: Stringer via Getty Images)

Il viaggio della task force di esperti dell’Oms in Cina per indagare sulle origini del coronavirus Sars-Cov-2 e lo scoppio della pandemia non è stato del tutto un buco nell’acqua. Intervistato dalla Cnn, il capo della spedizione Peter Ben Embarek ha svelato ulteriori dettagli sull’indagine che lascerebbero intuire la possibilità che a dicembre 2019 l’epidemia di Covid-19 fosse molto più ampia di quanto riconosciuto ufficialmente e che il virus circolasse da diverso tempo.

Un’epidemia molto più estesa

Rientrato in Svizzera, Peter Ben Embarek riferisce che l’indagine, svolta con gli altri 16 colleghi dell’Oms insieme a 17 scienziati cinesi, ha permesso di accedere a diversi dati inediti. I casi accertati di Covid-19 a dicembre 2019 in Cina che sono stati sottoposti alla valutazione della task force dell’Oms sono 174: casi sintomatici gravi – sottolinea l’esperto – che per quanto sappiamo oggi rappresentano una minoranza delle infezioni totali. Per questo è probabile che già all’epoca l’epidemia fosse molto più estesa di quanto riconosciuto ufficialmente, con migliaia di casi lievi e asintomatici.

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13 varianti

Un’altra conquista dell’Oms è stata quella di poter accedere ai primi dati genetici raccolti sul coronavirus, non solo ai campioni da cui si era riusciti a ottenere la sequenza completa ma anche a quelli parziali. Così gli esperti hanno constatato che sempre a dicembre 2019 non esisteva un’unica sequenza genetica del coronavirus ma accanto a quella più diffusa ne circolavano già altre 12. Sars-Cov-2, insomma, era già mutato diverse volte a fine 2019.

Embarek non si è sbilanciato sul significato di questa scoperta, affermando semplicemente che le 13 varianti potrebbero fornire indizi per risalire al luogo d’origine di Sars-Cov-2 e alle tempistiche dello spillover (l’incontro con il primo paziente Covid non è stato illuminante e non è stato possibile stabilire se davvero tutto sia partito dal wet market di Huanan). Ma altri esperti ritengono che voglia dire di più: se davvero a dicembre 2019 c’erano già 13 varianti in Cina, questo significa che il virus circolava da ben più di un mese e che avesse avuto il tempo di accumulare mutazioni, confermando analisi svolte anche a livello internazionale.

Accesso alle banche dati

Tuttavia, ha dichiarato Embarek alla Cnn, non ci sono al momento riscontri del virus prima di dicembre 2019. La task force ha preso visione delle analisi di 92 casi sospetti di Covid-19 tra ottobre e novembre 2019, chiedendo a queste stesse persone di eseguire un test per rintracciare eventuali anticorpi contro Sars-Cov-2. 67 persone hanno accettato e sono risultate tutte negative. Nulla di definitivo, comunque, può essere detto in quanto non si sa se gli anticorpi siano rintracciabili a un anno di distanza. Quello che potrebbe fare la differenza, invece, sarebbe l’accesso alle migliaia di campioni conservati nelle banche del sangue cinesi, che però per il momento non sono disponibili.

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