Redatto da Oltre la Linea.

Sul legame che intercorre tra la forzatura del fenomeno migratorio attuale e la Open Society Foundations del misantropo George Soros, molto è stato giustamente detto, specialmente negli ultimi anni. Tuttavia, in pochi forse sanno che Soros sostiene e finanzia altresì un piano di depopolazione mondiale già a partire dal 2009.

Risale a maggio del 2009, infatti, un articolo pubblicato dal Sunday Times dal titolo “Billionaire club in bid to curb overpopulation” (club milionario tenta di frenare la sovrappopolazione), in cui vengono descritti gli intenti del cosiddetto “Good Club”, un gruppo di miliardari che, radunatasi segretamente, avrebbe stabilito la necessità prioritaria di ridurre significativamente la popolazione mondiale, senza però ritenere opportuno informare quest’ultima in merito. La motivazione? Salvare il mondo da un non ben definito pericolo.

Tra i membri di questo gruppo, vi sarebbero, oltre a Soros, anche David Rockefeller Jr. e Bill Gates. Secondo Paul Harris del Guardian, si tratterebbe del club più elitario al mondo, tanto da non esserci nemmeno un modo per chiedere di aderire. Viene da chiedersi il perché di cotanta segretezza e, soprattutto, di una simile incoerenza di fondo.

Non è quantomeno paradossale, infatti, che il Soros che finanzia la tratta di esseri umani dall’Africa all’Europa sia lo stesso Soros che sostiene che sia necessario attuare provvedimenti in grado di frenare la crescita della popolazione mondiale? Non era anche il calo demografico europeo uno dei presunti motivi a sostegno di quell’immigrazione di massa che avrebbe garantito la ripopolazione dell’Europa con milioni di africani?

Allora forse, se si riflette con più attenzione, si potrebbe scoprire che il sogno sorosiano prevede in realtà un mondo popolato solo da alcuni popoli e non da altri, ed è palese che gli europei non rientrino tra i primi.

Difatti, sembra proprio essere questa l’unica risposta in grado di dare un senso all’apparente contraddizione di obiettivi dichiarati dall’Open Society Foundations. Considerato che il tasso di natalità in Africa è decisamente più alto rispetto a quello europeo, e premesso che la maggior parte dei flussi migratori che attanagliano l’Europa non sono spontanei ma indotti, non è illogico ipotizzare che quando Soros usa la parola “sovrappopolazione” si riferisca in realtà alla sola popolazione europea, e che quando parla di “integrazione” abbia in mente una sostituzione etnica.

Le “migrazioni coercitive ingegnerizzate”, così definite dalla politologa nonché consulente del Pentaogono Kelly M. Greenhill, sono armi di una “guerra non violenta” contro il popolo europeo, in mano agli stessi soggetti che condannano il razzismo, predicando tolleranza, fratellanza e pace perpetua.

(di Flavia Corso)

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