Burger plant based (foto: Beyond Meat)

Il consumo e l’attenzione verso la carne vegetale è in crescita e questo trend continuerà anche nei prossimi anni e probabilmente decenni. L’alternativa più verde e da molti ritenuta etica, che qualcuno chiama fake meat, si basa sull’idea è quella di riuscire, utilizzando soltanto prodotti a base vegetale, a imitare il gusto della carne reale da molti amato. Se in generale ridurre il consumo di carne (soprattutto rossa) può far bene, oggi gli scienziati si chiedono però se la sostituzione totale di questa fonte alimentare con una formula vegetale sia salutare per l’organismo nel suo complesso e fornisca i nutrienti necessari. Uno studio, condotto dal gruppo della ricercatrice Lisa Harnack, della School of Public Health all’università del Minnesota, affronta proprio questo tema, ancora non molto esplorato. I risultati sono pubblicati sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics.

Studiare macro e micronutrienti della carne vegetale

Gli scienziati partono dal presupposto che ci sono ancora pochi studi sulla qualità nutrizionale di questi cibi. Per colmare in parte questo gap il gruppo ha analizzato 37 prodotti di alcuni dei principali marchi, venduti sul mercato statunitense nel 2019. Questi rappresentano alternative a base vegetale della carne macinata. I ricercatori hanno misurato energia (calorie), i tre macronutrienti fondamentali (proteine, grassi e carboidrati), i micronutrienti, quali vitamine, minerali, e altri componenti dei prodotti.

Ridurre la carne rossa è essenziale

In ogni caso è bene precisare che diminuire il consumo di carne, soprattutto rossa, è una scelta salutare. Ricordiamo che la Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (che fa parte dell’Oms), ha classificato come probabilmente cancerogena la carne rossa (classe 2A) e sicuramente cancerogena la carne lavorata (classe 1). Per questo la raccomandazione è di non superare le tre porzioni a settimana di carne rossa (500 grammi) e considerare che un consumo elevato di carni lavorate aumenta significativamente il rischio di alcuni tumori. Anche riprendendo in mano questi dati, ormai noti e consolidati, gli autori indicano che sostituire parte del consumo di carne con la quella vegetale può essere sicuramente vantaggioso da questo punto di vista.

Carne vegetale: meno grassi saturi ma più sale

La ricerca mette in luce che la carne vegetale ha alcuni punti di forza, dal punto di vista nutrizionale, ma anche delle possibili carenze. Le imitazioni della carne sono a ridotto contenuto di grassi saturi e in media i prodotti contengono una percentuale di grassi saturi pari al 4%. Inoltre sono una buona sorgente di fibre (15%), ferro (10%) e folati (acido folico, 10%).

Ma c’è anche qualche possibile criticità, rilevata dagli autori: la carne vegetale contiene sicuramente meno proteine, zinco e vitamina B12, mentre spesso c’è un’ampia quantità di sale. Per questo per chi segue una dieta a basso contenuto di sodio, ad esempio per abbassare la pressione, questa scelta potrebbe non essere ottimale.

Come sempre lo studio non intende promuovere o respingere la scelta di consumare solo carne vegetale, ma evidenziare attraverso i dati quali sono i possibili benefici dei prodotti in vendita e quali invece le criticità da gestire magari in maniera differente per chi percorre questa strada. Dato che non è tutto bianco o nero e che ci sono ancora diversi aspetti da chiarire, secondo gli autori è giustificabile e opportuno condurre altre ricerche per esaminare una gamma più vasta di prodotti, ad esempio quelli progettati come sostituti del pollo e del maiale. Ricordando che saperne sempre di più è anche alla base di scelte più consapevoli.

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