Un piccolissimo polpo artificiale capace di attendere il passaggio di una goccia di olio immersa in un recipiente d’acqua per poi afferrarla e ingabbiarla, proprio come quando una mano si stringe in un pugno. Il tutto, senza che vi siano in ballo dei veri muscoli né un input meccanico. È il nuovo robot subacqueo ideato da un team di ricercatori della Eindhoven University of Technology: un dispositivo di appena un centimetro di diametro che si presenta da subito come un esempio estremamente avanzato nel campo dell’automazione.

Il suo segreto sono i polimeri che lo compongono, sensibili alle variazioni di luce e magnetismo. È sufficiente infatti che nel mezzo acquoso in cui è sommerso venga applicato un piccolo campo magnetico perché il robottino possa muoversi, e basta esporlo a una luce ultravioletta perché esso contragga i suoi tentacoli attorno alla preda. Per poi rilasciarla, in un istante, se viene applicata una luce diversa. In questo video, che correda lo studio pubblicato dagli studiosi sulla rivista di riferimento Pnas, eccolo alla prova.

(Credit video e immagine: Marina Pilz Da Cunha/Eindhoven University of Technology)

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