L’ultimo report di Diar ha evidenziato come sia in netto aumento il volume di BTC conservato in indirizzi che contengono tra 1.000 e 10.000 bitcoin.

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Il grafico pubblicato sul report Diar mostra come fino a novembre 2018, il mese dell’ultimo vero e proprio crollo del prezzo, il numero di BTC detenuto su indirizzi con un saldo compreso tra 1.000 e 10.000 BTC fosse stabile attorno a 3 milioni, pari allora a poco più di 20 miliardi di dollari.

Ma proprio a novembre, a partire probabilmente dal momento del crollo, il numero di BTC detenuti in questi indirizzi ha iniziato a crescere, denotando l’innescarsi di un nuovo periodo di accumulo.

Oggi, a sei mesi di distanza, il loro volume pare essersi stabilizzato attorno a 4,5 milioni di BTC, pari a più di 35 miliardi di dollari, e riguarda più del 26% dell’intero attuale circolante di bitcoin.

Si è trattato di un vertiginoso aumento dovuto ad un “enorme accumulo di 450.000 Bitcoin in meno di 9 mesi” visto che ad agosto 2018, quando il prezzo di bitcoin era simile a quello attuale (8.000 dollari circa), gli indirizzi tra 1.000 e 10.000 BTC detenevano invece meno del 20% del circolante.

Una parte di questo aumento però è dovuta a Coinbase che, a dicembre 2018, ha spostato circa il 5% dei propri token in nuove strutture di sicurezza per il cold storage, ma Diar dichiara di aver escluso questi BTC dall’analisi.

Durante questo periodo, da agosto 2018 a maggio 2019, gli indirizzi definiti “aziendali” (Firms) hanno visto un incremento di circa 450.000 BTC nel taglio da 1.000 a 10.000 bitcoin, mentre una riduzione di 114.000 BTC nel taglio inferiore da 100 a 1.000 bitcoin.

In totale, questi indirizzi ad oggi detengono ben il 46% di tutto il circolante, con un valore di 6 miliardi di dollari superiore a quello di nove mesi fa, quando il prezzo di BTC era di circa 8.000 $.

Inoltre non si tratta di BTC immobili o persi, perchè la maggior parte di questi indirizzi sono risultati attivi negli ultimi tre mesi, oltre ad essere aumentati anche del 10% in numero.

È aumentato anche il volume dei BTC detenuti dagli indirizzi definiti privati (retail), ovvero quelli da 0 a 100 bitcoin, sebbene in misura inferiore, mentre invece si è nettamente ridotto il volume di BTC conservati nei grandi indirizzi definiti exchange, ovvero quelli con più di 10.000 bitcoin.

Questi indirizzi di dimensioni inferiori hanno anche incrementato di 126.000 BTC il volume dei bitcoin conservati, oltre ad essere aumentati di numero, e ad oggi detengono il 38% di tutti i BTC circolanti.

I grandi wallet degli exchange, invece, ormai detengono solo il 16% di tutto il circolante.

È proprio il sensibile calo di oltre 300.000 BTC detenuti dai grandi indirizzi dall’inizio del 2018 che fa supporre che si sia trattato di un vero e proprio processo di accumulo.

Prima di novembre 2018 più del 20% del circolante era conservato in questi indirizzi, mentre ora questa percentuale per l’appunto si è ridotta al 16%, denotando chiaramente uno spostamento dei BTC in wallet di dimensioni inferiori, probabilmente di proprietà di privati o aziende.

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