Un articolo estratto dal numero 91 di Wired, tutto dedicato alle visioni del futuro, anzi a quelle del futuro prossimo: 12 grandi autori hanno immaginato il 2020 per noi

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Information technology e cibernetica unite a un certo grado di ribellione o di cambiamento nell’ordine sociale. È il cyberpunk, corrente letteraria e artistica nata nella prima metà degli anni ’80 cui si ispira l’artista giapponese Hiroto Ikeuchi nella creazione dei suoi caschi e maschere, che includono visori per la realtà virtuale, sensori e fotocamere. Chi li indossa può così sentirsi un cyborg, al confine tra uomo e macchina, e cercare di comunicare attivamente con l’organismo grazie ai suoi innesti.

Il numero 91 di Wired

Laureato alla Tama Art University di Tokyo, una delle migliori scuole d‘arte del paese, il giovane designer e modellista giapponese Ikeuchi crea accessori di moda cyberpunk perfettamente funzionanti, riciclando gadget elettronici, smartphone e macchine fotografiche, ispirandosi ai film di fantascienza e ai manga come Gundam, Ghost in the Shell, Macross o Appleseed. La loro costruzione richiede, oltre che competenze ingegneristiche, grandi abilità tattili (alcuni vengono anche dipinti a mano).

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