Il progetto vincitore della prima edizione di Roche HealthBuilders, la chiamata all’innovazione rivolta da Roche Italia ad aziende e startup, è Si.Nlab, proposto dal team Siena Imaging. Una piattaforma virtuale di analisi di dati delle risonanze magnetiche dell’encefaloche vuole migliorare il lavoro, e le scelte in termini di diagnosi e cura, di neurologi e neuroradiologi alle prese con pazienti affetti da patologie come tumori cerebrali, sclerosi multipla e malattia di Alzheimer. Roche, alla ricerca di soluzioni innovative nell’ambito della sostenibilità delle cure e dell’esperienza del paziente, aveva lanciato una call lo scorso 26 novembre che si è conclusa lo scorso 31 gennaio.

Ai partecipanti si chiedeva di spaziare in un ampio raggio di soluzioni innovative (dalle app alla gamification, dai sistemi di telemonitoraggio ai big data, dall’internet delle cose ai sistemi di video streaming) per tradurre in servizi idee in grado di rendere più sostenibile a livello sociale ed economico il sistema sanitario o di agevolare la vita dei pazienti, quelle dei famiglie e dei soggetti che prestano cura. In palio, l’accesso a un programma di mentoring dalla durata annuale, e dal valore totale di 200mila euro, con il premio per Roche HealthBuilders; un programma di coaching di sei mesi, e cinquemila euro, per due idee nell’ambito Best healthcare sustainability idea & Best customer experience idea.

Il Team Siena Imaging, grazie a Si.NLab si è imposto sugli altri dieci progetti approdati in finale compresi quelli che si sono aggiudicati i due premi “minori”: i premi sono stati assegnati a Milano, in una cerimonia di premiazione andata in scena lo scorso 18 marzo. Complessivamente, la call ha raccolto 138 candidature, provenienti anche dall’estero. Gli altri due premi sono andati a Home, un’app che si rivolge al sistema di cura al servizio dei malati di Huntington (nell’ambito della miglior idea per un healthcare sostenibile) e a Monitoraggio a distanza, per il monitoraggio delle complicanze cardiologiche generate dalla cura per le terapie oncologiche del tumore della mammella (migliore idea al servizio della customer experience).

Anche Roche Italia scommette quindi sui benefici dell’open innovation, guardando oltre il perimetro di innovazione interna, per incidere su due temi, quelli dell’appropiatezza di gestione del livello di sistema sanitario e del miglioramento delle esperienze di cura , molto avvertiti anche dai cittadini.

Trovate le idee, bisogna anche sostenerle: il vincitore del primo premio, si aggiudica un programma di mentoring che garantisce anche il supporto di esperti interni all’azienda per rafforzare il progetto; come in altre chiamate all’innovazione, i progetti approdati in finale dovevano già evidenziare un certo livello di innovazione tecnologica, potenziale di sviluppo e replicabilità del progetto. In ambito sanitario non mancano le soluzioni innovative ma non è facile imporle sul mercato. Come sottolineato quindi da Elia Ganzi, tra i giurati che hanno assegnato i premi e direttore business operations & established portfolio, grazie all’iniziativa “sono stati individuati 3 vincitori, le realtà che pensiamo siano più vicine a fare qualcosa di importante, ma il nostro obiettivo è intercettare continuamente l’innovazione là dove viene sperimentata e per questo abbiamo già individuato diverse start up tra quelle candidate con cui ci piacerebbe avviare collaborazioni che possano rispondere concretamente alle nuove esigenze dei pazienti”.

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