Redatto da Oltre la Linea.

Salone di Torino, tutti via. Stranamente tutti autori della cosiddetta “sinistra”, perché si sa, chiunque non lo sia è fascista. E allora via Zerocalcare, via Francesca Mannocchi, via Carlo Ginzurg, via il collettivo Wu Ming, e – ovviamente – via anche l’Anpi. Mai con i fascisti in un luogo dove si diffonde cultura, dicono. Ma la verità penso sia un’altra: la “sinistra” ha paura di perdere l’egemonia.

D’altronde lo stesso sfogo di Christian Raimo, consulente del Salone prima delle dimissioni presentate l’altro giorno, aveva più volte sostenuto come Salvini guardasse con favore alle realtà editoriali vicine a visioni “fasciste” (la tanto incriminata Altaforte, ma anche Edizioni AR e altre).

Salone di Torino: se la sinistra ha paura di perdere l’egemonia

Tutti fascisti, se non condividono le idee della sinistra progressista. Certo, c’è Adriano Scianca, direttore di un quotidiano vicino a un partito che si dichiara fascista. Certo, c’è Altaforte, il cui responsabile ha dichiarato ufficialmente il proprio fascismo. Ma tutto il resto? Alessandro Giuli, Francesco Giubilei, Francesco Borgonovo, sono tutti fascisti? E perché?

E le accuse totalmente gratuite di razzismo da dove spuntano fuori? Ovviamente, non posso che concordare pienamente con la risposta di Giubilei pubblicata sul blog di Nicola Porro.

Figuriamoci se l’Anpi non poteva scappare a gambe levate, come annuncia ufficialmente sui social:

Salone di Torino: se la sinistra ha paura di perdere l’egemonia

Figuriamoci se non potevano presenziare alla protesta entità comiche come Wu Ming: “Noi non abbiamo intenzione di condividere alcuno spazio o cornice coi fascisti. Mai accanto ai fascisti. Per questo non andremo al Salone del Libro”, dicono.

Figuriamoci se non potevano accordarsi scrittori, fumettisti, registi. Abbiamo già parlato di Zerocalcare. Poi Francesca Mannocchi scrive su Facebook: “Non sarò al Salone di Torino a parlare del mio libro e di migrazioni,  dell’oblio dei morti nel Mediterraneo e delle politiche che l’hanno generata. Ho deciso di annullare la mia presenza. Sarebbe stato troppo il disagio, personale e politico”.

Sei anti-immigrazionista? Hai dalla tua parte il crollo verticale delle morti nel Mediterraneo? Magari lo mostri con dati e numeri in un libro? O sei fascista o sei da evitare. Soprattutto nel confronto. Perché la libertà è buona solo se è a senso unico. E con una bella legge Scelba citata a caso si riparano le proprie vergogne con faciltà.

Quanto successo dimostra una sola cosa: l’idiozia della classe intellettuale che attualmente definiamo di sinistra. Il loro ritardo mentale nell’affrontare a viso aperto chi la pensa in modo diametralmente opposto al proprio, e la poca voglia di confrontarsi. Un putiferio che non ha fatto altro che fare pubblicità alla controcultura dominante, rappresentata da Altaforte o Edizioni AR. Alcune di queste etichette hanno sempre presenziato al Salone, solo che non facevano tanto timore come adesso.

Perché adesso mancano gli argomenti, manca la struttura, manca il raziocinio. Da qualche altra parte forse si ragiona. E invece di reagire cominciando a farlo, si preferisce indignarsi e urlare al fascismo. Se il buon giorno si vede dal mattino, può essere l’inizio della fine. Dobbiamo insistere e continuare a parlare. Per quanto a qualcuno il fegato possa scoppiare.

(di Stelio Fergola)

L’articolo Salone di Torino: se la sinistra ha paura di perdere l’egemonia originale proviene da Oltre la Linea.



Leggi l’articolo completo su oltrelalinea.news