https://www.youtube.com/watch?v=4TKXvyYxoVw&feature=youtu.be

Le migliori competenze ingegneristiche, i prodigi della stampa 3D e la forza dell’acciaio. Il mix è quello giusto per creare una chitarra elettrica a prova di distruzione, in grado di sopravvivere anche alla furia sul palco di Yngwie Malmsteen. Il chitarrista svedese, quarant’anni di carriera alle spalle, è amato a livello mondiale per il suo stile che fonde heavy rock e riferimenti classici, ma anche per la grandiosa capacità di spaccare strumenti sul palco. Un talento maturato con il tempo, che ha portato l’artista a realizzare il suo sogno di bambino: fare rock ed emulare il mito Jimi Hendrix, altro campione del genere.

La tecnologia evolve, però, anche sul fronte dello smash con strumenti musicali: Sandvik, casa leader globale, di origine svedese, specializzata in ingegneria dei materiali, produzione di utensili e nel settore estrattivo ha lanciato un’epica sfida a Malmsteen, una smash-proof da annali.

Grazie a un articolato lavoro di team, e a un ripensamento stesso di alcune logiche che sovrintendono alla costruzione di una chitarrra, Sandvik ha deciso di costruire la prima chitarra al mondo stampata in 3D a prova di distruzione. Successivamente ha chiesto allo stesso Malmsteen di mettersi alla prova per fare a pezzi il nuovo, avanzatissimo, strumento.

Innovare significa fare le cose di prima attraverso nuovi approcci e fissare più in alto l’asticella dal punto di vista dei materiali, delle performance e, nel caso specifico, dell’indistruttibilità di un prodotto. Per raggiungere l’obiettivo, bisogna anche contaminare i saperi, le competenze, e così ha fatto Sandvik, coinvolgendo, in un’ottica di open innovation, il designer della inglese Drewman Guitars Andy Holt, per capire come incidere su alcuni aspetti del processo di design e sviluppo (come facilmente si può capire, costruire chitarre non è il core business del gruppo svedese).

La chitarra costruita per la sfida a Yngwie Malmsteen nasce grazie alla stampa tridimensionale, attraverso la tecnologia Powder Bed Laser Fusion. La polvere di titanio è stata addizionata su molteplici strati dallo spessore di 50 micron e fusa con il laser, al fine di produrre le componenti progettate in digitale.

Una delle sfide più complesse che il team di ingegneri di Sandvik ha dovuto fronteggiare è stata anche quella di combinare la resistenza con la leggerezza. Un tema che si è imposto soprattutto con la decisione di unificare due componenti fondamentali: il corpo dello strumento e il manico della chitarra, elemento che sostiene la tastiera pur essendo due componenti ben distinte. Gli ingegneri hanno deciso di eliminare la giuntura tra manico e alcune parti del corpo, creando un unico blocco grazie a strisce di acciaio inossidabile. Una strategia mirata a evitare la canonica rottura che coinvolge, nella stragrande maggioranza dei casi, il cosidetto “collo” della chitarra.

Una simulazione del processo di lavorazione, grazie ai software avanzati di Sandvik Coromant, è avvenuta prima in digitale; successivamente, via a una lunghissima una lunga sequela di operazioni per estrarre dal materiale grezzo tastiera e manico mentre il processo di saldatura ha visto l’integrazione del materiale, proprietario, hyper-duplex stainless steel, un acciaio caratterizzato dall’elevata resistenza meccanica.

Tanta tecnologia all’opera, dettagli curati al massimo ed ecco avvenire la transizione da una chitarra ideata e progettata grazie al digitale a un oggetto tridimensionale di tecnologia avanzata. Probabilmente resterà un unicum nella storia di Sandvik ma ha rappresentato un banco di prova per numerose altre sfide che richiederanno un’analoga capacità di integrare competenze, visioni e metodologie di lavoro e fabbricazione di componenti. Anche per il pubblico mondiale, però, è un punto di svolta: è tempo infatti di andare oltre il puro apprezzamento per le tecnologie innovative e di sondarne il reale potenziale attraverso i prodotti, anche in ottica prestazioni e durabilità.

La sfida dal punto di vista industriale era quindi conclusa ma cominciava quella vera e propria con la furia distruttrice di Yngwie Malmsteen. Teatro del duello, un club in Florida, per un infuocato duello a prova di pubblico. Ad assistere alla performance del chitarrista Amelie Norrby, ingegnere esperta di processi di manifattura additiva, e Henrik Loikkanen, machining process developer che hanno preso parte al complesso progetto.

Come è andata a finire? Scopritelo nel video che segue, uno stress test decisamente rock che non spiacerà, in particolare, ai patiti del genere “awesome guitar destruction moments”.

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