Redatto da Oltre la Linea.

Sea Watch ha “forzato il blocco” espressione che ha utilizzato tutta la stampa, noi compresi. Ma la sostanza è che ha violato la legge, fregandosene sia del divieto del governo italiano nella fattispecie del Decreto Sicurezza Bis che della tanto amata Corte di Strasburgo.

Non si può entrare nelle acque territoriali italiane? Noi lo facciamo lo stesso. Non si può andare a Lampedusa? Ci andiamo, cosa volete che importi. Motivazione ovviamente ridicola, con i “migranti esausti” dopo che il capitano Carola Rackete li ha fatti scorrazzare per 1400 miglia nautiche (più di 2500 chilometri) al confine con le acque italiane stesse.

Salvini e il governo la legge l’hanno fatta e su questo c’è poco da discutere. Resta da capire se le autorità portuali, le forze dell’ordine e la magistratura vorranno applicarle o meno. Ieri il ministro dell’Interno – ha giustamente notato qualcuno – appariva parecchio frustrato, minacciando sempre misure in grado di colpire terzi tecnicamente non interessati alla vicenda nello specifico: non riconoscere i clandestini per dargli via libera in Europa, prendersela con l’indecente governo olandese e con il suo silenzio.

Ma la triste verità è che il ministro non ha l’autorità per imporre il rispetto della legge da lui stesso promulgata agli altri poteri agenti sul territorio. Una storia che ci portiamo dietro dalla legge Bossi Fini, teoricamente efficacissima nel contrastare l’immigrazione già più di 15 anni orsono, ma in pratica totalmente depotenziata a causa della mancata collaborazione della magistratura.

A giugno 2018 l’azione decisa di Salvini non disponeva di poteri sufficienti, e solo la sua faccia tosta – oltre all’intervento ipocrita di Sanchez – avevano superato l’impasse. Oggi non c’è nessuna Spagna che si offre, come nessun altro Paese europeo. L’impegno c’è, ma mancano gli strumenti.

Nel frattempo, le ONG fanno il bello e il cattivo tempo. Il successo della sentenza di Strasburgo è stato inatteso, per certi versi clamoroso, ma potrebbe venire vanificato dalla totale ignavia delle altre istituzioni, incapaci di arrestare l’equipaggio e di sequestrare la nave.

Una situazione che riflette l’impotenza assoluta che gli Stati occidentali hanno sviluppato negli ultimi 40 anni, a fronte di privati che sembrano al contrario onnipotenti e in grado di scavalcare qualsiasi legge oppure ostacolo.

Se non si inverte la tendenza, non soltanto in Italia ma in tutta Europa, la situazione peggiorerà sempre di più. Nel frattempo che ci sia una resistenza pare difficilmente contestabile: Sea Watch è ancora di fronte al porto di Lampedusa e non si muove. Puntando sulla solita retorica strappalacrime della “disperazione a bordo”. L’Ue promette di ricollocare, ma non c’è da fidarsi. E la Commissione, tanto per cambiare, minaccia la procedura di infrazione se Salvini non registrerà i clandestini come ha più volte dichiarato ieri.

(di Stelio Fergola)

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