Redatto da Oltre la Linea.

Sul caso Sea Watch e nello scontro fra “Capitani” tra gli italiani vince la linea del governo e del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Secondo quanto riportato da Nando Paglioncelli sul Corriere della Sera, gli italiani si confermano nettamente a favore della linea della fermezza che impedisca gli sbarchi sul territorio italiano dei migranti soccorsi in mare dalle navi delle organizzazioni umanitarie: il 59% si dichiara molto (34%) o abbastanza (25%) d’accordo, mentre il 29% è contrario. Dieci mesi fa i favorevoli erano pari al 61%. Oggi l’accordo è plebiscitario tra i leghisti (99%) e risulta largamente prevalente tra i pentastellati (77%) e gli elettori dell’opposizione di centrodestra (59%). Va notato che tra gli elettori di centrosinistra, pur prevalendo la netta contrarietà alla chiusura dei porti, uno su cinque (19%) si dichiara a favore.

Sea Watch, tra gli italiani spopola la linea dura di Salvini

Come riporta Paglioncelli, il consenso alla linea salviniana non appare tanto dettato dalla preoccupazione che il nostro Paese non sia più in grado di accogliere altri migranti (solo il 28% è di questo parere), quanto piuttosto dall’esigenza di coinvolgere gli altri Paesi europei nella gestione dei flussi (71%). Il braccio di ferro, quindi, è considerato l’unico modo possibile per costringere le altre nazioni europee a fare la propria parte, nella convinzione — largamente diffusa — che l’Ue ci abbia lasciato soli.,

Nei derby tra “capitani”, inoltre, la maggioranza degli italiani (53%) sta con Salvini, mentre il 23% si schiera con la capitana Rackete, e uno su quattro (24%) non si pronuncia. Infine, la vicenda si ripercuote sulla reputazione delle ong che, da quando nel 2017 furono definite da Luigi Di Maio «taxi del mare», hanno perso l’immagine positiva e quella sorta di aura di bontà di cui godevano: oggi il 56% degli italiani le considera organizzazioni che agiscono per scopi economici, mentre solo il 22% ritiene che siano mosse da intenti umanitari.

La vergogna degli schiavisti

Come abbiamo ribadito in questo editoriale, è vergognoso che dopo 2 settimane a tenere 42 persone sulla sua nave per sbarcare per forza in Italia, questa ragazzina viziata, ipocrita e vicina all’umanità più o meno come io sono vicino alla vita monastica, possa invocare lo “stato di necessità” e salvarsi il posteriore, magari senza passare nemmeno un mesetto simbolico in carcere. Dovrebbe venire condannata all’istante, vista anche la flagranza dei numerosi reati che ha commesso fregandosene sia delle leggi, sia degli Stati sovrani e sì – anche se i donatori non lo capiscono – anche delle persone che aveva a bordo.

(La Redazione)

 

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