Redatto da Oltre la Linea.

È un retroscena clamoroso quello su Carola Rackete e la Sea Watch. L’ex capo dei servizi segreti tedeschi, Hans-Georg Maassen sostiene che l’operazione della Sea Watch conclusasi con lo speronamento della motovedetta della Guardia di Finanza, sia stata un’iniziativa pianificata e messa in piedi dalla tv pubblica tedesca Ard, quindi di fatto dal governo Merkel.

Come riporta Il Secolo d’Italia, Massen ha condiviso su Twitter, un articolo del blog di controinformazione Journalistenwatch, critico con le politiche della Merkel, che sostiene come l’operazione Sea-Watch 3, in realtà sia stata finanziata dalla tv di Stato tedesca, per screditare il governo italiano e forzare la mano a Salvini. L’articolo era accompagnato dal commento: «Se questo articolo fosse vero, vorrebbe dire che la tv di Stato tedesca è censurata come ai tempi della Germania comunista dell’Est». Successivamente, l’ex capo dei servizi segreti ha cancellato il tweet. A precisa domanda, ha risposto che il suo account è gestito personalmente da lui e che il profilo non è gli è stato hackerato.

Giorgia Meloni su Sea Watch: “Pretendiamo chiarimenti su dichiarazioni di Maassen”

«Clamorosa notizia sulla Sea Watch di Carola Rackete. L’ex capo dei servizi segreti tedeschi, Hans-Georg Maassen sostiene che l’operazione della Sea Watch conclusasi con lo speronamento della motovedetta della Guardia di Finanza, sia stata una iniziativa pianificata e messa in piedi dalla tv pubblica tedesca Ard, quindi di fatto dal governo Merkel. Obiettivo: forzare l’apertura dei porti italiani e causare un incidente che facesse ripartire la propaganda immigrazionista. Fratelli d’Italia chiede chiarezza su queste sorprendenti dichiarazioni. Come primo passo chiederemo la convocazione di Maassen al Parlamento europeo perché possa raccontare la sua versione dei fatti». Così Giorgia Meloni, sui Social, postando l’articolo del quotidiano britannico The Guardian, che ha ricostruito la vicenda.

Giorgia Meloni

L’uomo cacciato da Angela Merkel

Maassen è stato “defenestrato” dopo che aveva sfidato apertamente la cancelliera dichiarando in un’intervista alla Bild di ritenere i video sulle cacce ai profughi diffusi dopo le manifestazioni dell’estrema destra a Chemnitz «falsi». Maassen aveva persino aggiunto che bisognava occuparsi piuttosto del morto. Il riferimento era al falegname tedesco rimasto ucciso durante una tentata rapina in cui era stato coinvolto un profugo iracheno. Il caso di cronaca che aveva scatenato la rabbia dell’Afd, di Pegida e dell’estrema destra, che avevano manifestato fianco a fianco nei giorni immediatamente successivi.

(la Redazione)

 

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