Redatto da Oltre la Linea.

«Ha ragione Giorgia Meloni, la Sea-Watch va affondata. Quindi Sea-Watch bum bum, a meno che non si trovi un mezzo meno rumoroso». E’ questo il messaggio pubblicato sui social dal professore Marco Gervasoni, una delle menti più lucide del nostro Paese e docente di Storia contemporanea all’Università degli studi del Molise, che ha scatenato l’indignazione dei soliti ipocriti umanitari. In prima fila contro la libertà di pensiero gli immancabili “partigiani” dell’Anpi:

Gervasoni, Anpi all’attacco

«I toni pesantemente irridenti, ed ancor più le parole usate nell’augurarsi che la nave Sea-Watch venga fatta saltare in aria, sono in se stessi inaccettabili, e certo indicativi di una visione del mondo e dei diritti umani a dir poco sconcertante», tuona il presidente dell’Anpi Loreto Tizzani. «Ma ciò che li rende assolutamente vergognosi è il fatto che ad usarli sia un docente universitario, e per di più un docente di storia: la categoria cioè di coloro che avrebbero l’alto compito di educare le giovani generazioni instillando in loro conoscenza, competenza, etica».

L’Anpi sta con i pirati?

Da quando l’Anpi si occupa di immigrazione? Detto questo, come mai l’Associazione nazionale partigiani non ha detto una parola contro chi ha raccolto fondi a favore di Ong e Pirati che hanno deliberatamente ignorato e violato le leggi del nostro Paese, rispettose di quella “Costituzione più bella del mondo” che i partigiani del nuovo Millennio sventolano a seconda delle convenienze politiche? Perché, cari partigiani, ve la prendete con l’opinione legittima di un libero cittadino quale il professor Marco Gervasoni, che peraltro ha riportato un’opinione che è maggioranza nel Paese – che voi, nel vostro elitarismo, non riuscite minimamente a comprendere – al solo scopo di infangare una persona che ha il torto di non pensarla come voi?

Il nostro amico e collaboratore Gianfranco La Grassa, uno dei più importanti studiosi di marxismo al mondo, ha ribadito in un video la medesima posizione di Gervasoni. E noi la rivendichiamo con forza, perché siamo dalla parte di chi rispetta le leggi e non di chi vuole minare l’autorità e la sovranità dello Stato e dei suoi confini.

(La Redazione)

 

 

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