Jack Ma ed Elon Musk alla Conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale a Shanghai (foto: VCG/VCG via Getty Images)

L’intelligenza artificiale viene spesso considerata una sorta di nemico dell’uomo che, nel giro di qualche anno, gli ruberà il lavoro e lo renderà de facto inutile. C’è però chi la considera un potenziale alleato. Jack Ma, per esempio. Il confondatore di Alibaba ha detto – in occasione della Conferenza mondiale sull’intelligenza artificiale in corso a Shanghai – che grazie all’Ia nel futuro prossimo lavoreremo molte meno ore a settimana: 12 al massimo. Il resto del tempo potrà essere dedicato “a godere del fatto di essere umani”, per riprendere le parole esatte di Ma.

L’importanza dell’educazione

Jack Ma ha detto durante la conferenza che l’intelligenza artificiale non lo spaventa affatto e non crede che produrrà più disoccupazione. “I computer hanno solo dei chip, gli uomini hanno il cuore. Ed è dal cuore che arriva la saggezza”, ha dichiarato, parlando in un panel a cui partecipava anche Elon Musk.

Questo non significa che nei prossimi anni la società non debba cambiare. Secondo il cofondatore di Alibaba, è infatti importante rivedere il sistema scolastico per fare in modo che ai bambini vengano trasmesse competenze nelle quali non possono essere battuti dall’Ai. In generale, secondo Ma, è importante che diventino soprattutto più creativi.

Se ciò avverrà, nel futuro si lavorerà molto meno. “Per i prossimi 10 o 20 anni ogni essere umano, paese e governo dovrebbe concentrare i suoi sforzi sulla riforma del sistema scolastico e assicurarsi che i nostri figli possa trovare un lavoro; un lavoro che non impegna più di tre giorni a settimana, quattro ore al giorno”, ha articolato Ma.

Un cambio di passo?

Le dichiarazioni di Ma hanno sorpreso diversi osservatori e non solo perché sono, a tutti gli effetti, controcorrente – anche rispetto a quanto detto dallo stesso Ma.

Il co-fondatore di Alibaba, che il prossimo 10 settembre farà un passo indietro e lascerà la presidenza del gruppo all’attuale amministratore delegato Daniel Zhang, ha ripetuto spesso negli anni che bisogna lavorare molto – e a lungo – per ottenere risultati durevoli.

Lo scorso aprile si è anche espresso pubblicamente a favore del famoso 996, il modello lavorativo cinese che prevede di lavorare 12 ore al giorno, dalle 9 della mattina alle 9 della sera, per 6 giorni a settimana. “Se facciamo un lavoro che ci piace, il 996 non è un problema. In caso contrario, diventa una tortura”, aveva scritto in un post. “Personalmente, credo che il 996 sia una benedizione. Come sperate di raggiungere il successo cui aspirate se non fate più sforzi e non impiegate più tempo?

Le sue dichiarazioni erano state duramente criticate dall’opinione pubblica e dagli utenti di Weibo, il più popolare network di microblogging cinese, che lo avevano accusato di incentivare una cultura di sfruttamento.

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