Di seguito trovate un estratto del libro Vaccini, mai così temuti, mai così attesi della giornalista scientifica e divulgatrice su Instagram Roberta Villa, disponibile dal 25 marzo per Chiarelettere. Villa, che collabora anche con la nostra testata, ha scritto sul nuovo numero di Wired in edicola una panoramica sui vaccini contro il cancro.

La conoscenza accumulata nel corso di questa crisi sarà fondamentale anche nell’eventualità tutt’altro che remota di un nuovo virus emergente con potenziale pandemico. Nessuno se lo vuole sentir dire, perché la pandemia in corso ci basta e ci avanza, e ha già messo gli individui e la società duramente alla prova. Eppure, se non vogliamo nascondere la testa sotto la sabbia, dobbiamo riconoscere che il rischio che la storia si ripeta è alto. Anzi, è quasi certo per gli scienziati che già parlano di quella iniziata nel 2020 come di un’era pandemica.

Da un lato c’è da aspettarsi, come accade in maniera ciclica, l’arrivo di una nuova pandemia influenzale, il cui rischio non è stato annullato dalla discesa in campo dei coronavirus, sebbene nell’anno appena trascorso i virus influenzali sembrino essere scomparsi dai campioni esaminati sui pazienti. Qualcuno ha ipotizzato una possibile competizione con il nuovo arrivato, ma più semplicemente è probabile che tutte le misure di distanziamento e igiene messe in campo nel mondo contro Covid-19 siano più efficaci nei confronti dell’influenza, causata da virus meno contagiosi.

Roberta Villa
Roberta Villa (foto: Mauro Fermariello)

Ciò non significa però che la minaccia dell’influenza sia stata neutralizzata. Gli animali continuano a soffrirne, e diverse epidemie di influenza aviaria H5N8, una variante ad alta patogenicità, si sono verificate in varie parti del mondo tra il 2020 e il 2021, con la conseguente necessità di sacrificare milioni di capi di pollame. Se questo virus o altri virus influenzali che circolano negli uccelli selvatici o nei suini, nel corso delle loro continue mutazioni, acquisissero la capacità di infettare gli esseri umani e trasmettersi facilmente anche tra noi, si potrebbe verificare una pandemia influenzale persino molto più grave di quella che stiamo vivendo.

Rispetto ai tempi della Spagnola del 1918, avremmo però nuove armi a disposizione: non solo quelle della medicina moderna, ma anche vaccini che saremo in grado di mettere in campo ancora più rapidamente che nel 2020, dato che nel frattempo sono stati potenziati gli impianti e perfezionati anche i processi produttivi su larga scala.

La pandemia da Sars-CoV-2 ha però aggiunto alla preoccupazione per una (quasi certa) pandemia influenzale anche la consapevolezza che una minaccia analoga può arrivare in qualunque momento dai coronavirus che albergano nei pipistrelli e in altre specie animali.

Purtroppo il rapporto stretto, ma malato, tra gli esseri umani e la natura, la deforestazione, la sovrappopolazione, gli scambi abbondanti, continui e rapidi che esistono tra le parti del mondo, forniscono le condizioni ideali perché nuovi agenti infettivi possano passare dagli animali agli esseri umani con il fenomeno ormai noto dello spillover. Non dovremo dunque stupirci se si verificherà di nuovo. Ci sono centinaia di coronavirus all’interno dei pipistrelli che potrebbero ripetere il salto fatto da Sars-CoV-2. In tal caso, l’esperienza dei vaccini ci potrebbe permettere di rispondere con ancora maggior rapidità rispetto a quanto avvenuto con Sars-CoV-2, mettendoci al riparo da una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo. Grazie ai risultati della scienza potremo convivere meglio con le nuove malattie infettive rispetto a quanto potevano fare i nostri bisnonni.

L’obiettivo della ricerca infatti va oltre, puntando a un vaccino che protegga contro tutti i coronavirus, o almeno molti di loro. Ciò consentirebbe di non farci trovare impreparati, qualunque sia l’eventuale coronavirus che riuscisse a fare il salto di specie. Alcuni scienziati stanno facendo pressione sui governi perché investano su un vaccino ad ampio spettro di questo tipo (pancoronavirus), con lo stesso impegno profuso per contrastare la pandemia.

Varrebbe la pena investire centinaia di milioni di dollari in questa direzione, se ciò consentisse di farci affrontare la prossima minaccia con i magazzini già pieni di vaccini in tutto il mondo.

The post Siamo entrati in un’era pandemica? Un estratto dal libro di Roberta Villa appeared first on Wired.





Leggi l’articolo su wired.it