Per cercare di capire la nuova normativa sui sistemi di allerta introdotta dalla recente riforma della legge fallimentare, diamo uno sguardo ai precedenti. I sistemi di allerta interna sviluppati per gestire sin dai primi segnali la crisi aziendale vertono intorno al concetto di forward looking, ovvero una filosofia di gestione aziendale incentrata sul forecasting e monitoraggio già implementata in Francia e dagli istituti bancari. Vediamo più in dettaglio quali sono i precedenti che hanno portato alla riforma della legge fallimentare.

Sistemi di allerta in Francia

In Francia, ci sono diversi modelli di procedure di allerta. La procedura di allerta, in senso stretto, è attivata dai commissaires aux comptes, disciplinati dall’art. L 234-1 del codice di commercio; oltre a questa c’è la procedura avviata dal presidente del tribunale economico, regolata dall’art. L.611-2 del codice di commercio. La procedura di allerta francese è una procedura di gestione dell’insolvenza caratterizzata da un carattere confidenziale e riservato. La procedura di allerta francese è di fatto una fase dove, l’imprenditore in difficoltà, riceve consulenza legale, economica e di gestione dal tribunale.
Il sistema francese non identifica un vero e proprio elenco esaustivo di casistiche che obbligano l’azienda in difficoltà ad iniziarla procedura di allerta. Solo dopo molti tentativi falliti si è raggiunto un sistema di allerta della crisi di impresa atipico. Le prime proposte francesi che meritano menzione, sono il Rapport Sudreau 1975 e il progetto n. 974 1979. Queste normative richiedevano l’attivazione della procedura a seguito dell’emergere di segnali specifici (“clignotans”), indicatori di un’evoluzione allarmante dell’equilibrio economico-finanziario dell’impresa (i nostri sistemi di allerta). Il legislatore  italiano, apparentemente, non ha utilizzato l’esperienza Francese, e ha definito un elenco di indicatori di crisi come prerequisito per l’inizio della procedura di allerta. Pertanto, è stato realizzato un sistema sostanzialmente tipico che rischia di inasprire le procedure concorsuali (sebbene, vengano forniti anche dei meccanismi per personalizzare questi indicatori ed adattarli alle specificità delle singole imprese).

Per ripercorrere rapidamente lo schema della procedura di allerta italiana vedi l’infografica presentata negli articoli precedenti.

I soggetti che attivano la procedura di allerta

La prima procedura di allerta in Francia richiede che i commissaires aux comptes informino la direzione di tutte le circostanze che potrebbero minacciare la continuità aziendale. È interessante notare, e sarà molto utile nell’interpretare la nuova disciplina stabilita dal “Codice della crisi e di insolvenza”, che la dottrina francese ritiene che il collegio sindacale o altro organo esterno di controllo non è obbligato a cercare sistematicamente gli indicatori anticipatori della crisi (early warnings). Al contrario, i francesi ritengono che l’obbligo di segnalazione sia a carico dei commissaires aux comptes solo quando questi scoprono, per qualsiasi motivo, anche accidentalmente, circostanze che possono mettere a repentaglio la continuità aziendale. Secondo questa procedura, dopo la divulgazione delle informazioni, vi è un periodo di 15 giorni durante il quale il presidente del consiglio di amministrazione o il direttore generale deve fornire le giustificazioni pertinenti per giustificare la continuità aziendale. Se questi soggetti non danno alcuna risposta entro i termini o se questa risposta non è giudicata soddisfacente, poiché non fornisce sufficienti garanzie sulla continuità dell’attività, si apre la seconda fase della procedura di allerta.

L’articolo Sistemi di allerta in Francia e nelle banche proviene dal portale SISTEMI DI ALLERTA.