Si chiamano nootropi o smart drugs, e sono integratori intelligenti che promettono di migliorare la salute e il funzionamento del cervello, combattere il declino cognitivo e promuovere capacità cognitive, come la memoria, la concentrazione e la creatività. Finora, tuttavia, le prove della loro efficacia, così come di molti altri tipi di integratori, sono scarse o del tutto inesistenti. Ma c’è di più: questi supplementi nascondono alcuni farmaci che non sono stati approvati negli Stati Uniti (in Italia, nella migliore delle ipotesi si possono acquistare su prescrizione medica). A metterli sotto accusa è oggi un nuovo studio pubblicato sulla rivista Neurology, secondo cui questi prodotti potrebbero essere pericolosi per la nostra salute, in quanto oltre a contenere farmaci non approvati dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense, la loro combinazione e dosi così elevate non sarebbero mai state testate in studi clinici, e quindi sugli esseri umani.

Per capirlo, i ricercatori della Cambridge Health Alliance di Boston hanno analizzato dieci diversi integratori, scoprendo la presenza di cinque farmaci non approvati dalla Fda, ma autorizzati in altri Paesi, come per esempio dalla Russia per il trattamento di lesioni cerebrali traumatiche o in Europa per trattare alcune complicanze dell’ictus. Si tratta del farmaco omberacetam, utilizzato in Russia per trattare lesioni cerebrali traumatiche, l’aniracetam, usato per complicanze legate all’ictus in Giappone e all’Alzheimer in Europa, la vinpocetina, per l’ictus e disturbi cognitivi utilizzato in Cina, Russia e Germania. E ancora: il phenibut, un farmaco per l’ansia che può dare dipendenza, e il picamilon, un altro farmaco usato in Russia per trattare le condizioni neurologiche.

Nei dieci integratori analizzati, spiegano i ricercatori, farmaci come omberacetam e aniracetam erano elencati direttamente sull’etichetta, nonostante non fossero approvati negli Stati Uniti. In altri due integratori, invece, il phenibut, il picamilon e la vinpocetina erano presenti ma non riportati. Un dato che, tuttavia, non sorprende perché, a detta dei ricercatori, le aziende che vendono integratori non sempre riportano accuratamente cosa ci sia al loro interno. “Se volessi acquistare alcuni degli integratori con questi farmaci non approvati sull’etichetta, sarebbe estremamente facile”, spiega a Inverse l’autore dello studio Pieter Cohen. “Non possiamo essere certi che i prodotti che vengono venduti per migliorare la memoria, la lucidità, l’arguzia, siano privi di farmaci. In questo momento, quindi, dobbiamo evitare tutti gli integratori che vengono commercializzati come stimolatori del cervello”.

Oltre alla loro presenza, spiegano i ricercatori, il pericolo per la salute è nella combinazione di questi farmaci (un integratore, per esempio conteneva omberacetam, phenibut e aniracetam, mentre un altro ne conteneva addirittura quattro) e nel dosaggio. In alcuni casi, infatti, la quantità di farmaci presenti era molto più elevata di quella che potrebbe essere prescritta da un medico. La dose consigliata (due capsule) di un integratore, per esempio, conteneva una quantità di 40 milligrammi di omberacetam, prescritto solitamente in dosi che non superano i 10 milligrammi. “Stiamo parlando di miscelare farmaci quando la combinazione non è mai stata testata sugli esseri umani. Questi farmaci entrano nel cervello e non abbiamo assolutamente idea di quali effetti potrebbero avere”, aggiunge l’autore. Al momento, conclude l’esperto, è meglio evitare del tutto i notroopi e le smart drugs, almeno finché non si risolveranno questi gravi problemi normativi.

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