Redatto da Oltre la Linea.

Sul Salone del Libro di Torino, la sinistra politicamente corretta ha completamente perso la testa e smarrito la bussola. Nelle scorse ore lo scrittore Christian Raimo, dopo le deliranti accuse di «razzismo esplicito» rivolte ad alcuni editori non allineati, ha presentato le sue dimissioni da consulente del Salone del libro di Torino.

«Ho deciso di presentare le mie dimissioni dal gruppo dei consulenti per proteggere il Salone del Libro di Torino dalle polemiche che hanno fatto seguito a un mio post, pubblicato a titolo strettamente personale» ha spiegato Christian Raimo. «Il Salone del Libro di Torino – sottolinea Raimo – è uno spazio di libertà, di dibattito e confronto di idee, di cultura e di apertura, di molteplicità e democrazia”. “Con queste dimissioni testimonio il mio sincero e profondo rammarico per una presa di posizione individuale che, ben al di là delle mie intenzioni, potrebbe, ma a nessun costo deve, risultare fuorviante rispetto a ciò che il Salone del Libro è da oltre trent’anni, e vuole essere oggi e in futuro» ha aggiunto.

Naturalmente, l’unico «razzismo esplicito» era quello di Raimo e degli altri liberal totalitari che vorrebbero mettere a tacere chiunque non la pensi come loro. Bene dunque ha fatto a dimettersi.

Alle dimissioni di Raimo si è aggiunta la presa di posizione dei soliti Wu Ming, che hanno annunciato che diserteranno il Salone del Libro – sai che mancanza – e, soprattutto, dell’Anpi. Questo il comunicato:

Comunichiamo che la Presidente nazionale ANPI, Carla Nespolo, ha annullato la sua partecipazione al Salone del Libro di Torino dove avrebbe dovuto presentare, il 10 maggio, il volume di Tina Anselmi “La Gabriella in bicicletta” edito da Manni. Il motivo è legato all’intollerabile presenza al Salone della casa editrice Altaforte che pubblica volumi elogiativi del fascismo oltreché la rivista Primato nazionale, vicina a CasaPound e denigratrice della Resistenza e dell’ANPI stessa.

Altaforte NON è «la casa editrice di CasaPound» e al Salone del Libro di Torino non sono presenti volumi che inneggiano al fascismo. La verità è che la sinistra non poteva tollerare che uno dei libri che ha suscitato più curiosità fosse quello dedicato al Ministro dell’Interno Matteo Salvini e realizzato dalla giornalista de Il Giornale Chiara GianniniDa qui le solite prese di posizioni isteriche su fascismo e altre amenità.

Come osserva il prof. Alessandro Campi, commentando le dimissioni di Raimo da consulente del Salone del Libro: «Dopo le castronerie dette sul conto (tra gli altri) di Francesco Giubilei, accusato di essere un editore ‘razzista’ indegno di presenziare coi suoi libri al Salone torinese, questa decisione mi sembra il minimo sindacale. Resta il segnale intimidatorio e discriminante che s’è voluto comunque mandare. C’è un pezzo di mondo intellettuale che chiama ormai ogni giorno all’impegno politico-civile contro il fascismo rimontante, ma che in realtà ha semplicemente perso la brocca e, soprattutto, ogni capacità d’analisi sul piano storico e politico. Si conceda, il buon Raimo, una salutare vacanza».

E ancora: «Dopo aver intimidito, adombrando l’espulsione degli editori politicamente non-allineati, definiti genericamente ‘razzisti’, Nicola Lagioia fa sapere che al Salone del Libro di Torino non si faranno intimidire. Carnefice e vittima al tempo spesso. Un ‘fotti e chiagni’ ideologico che si fatica a prendere sul serio».

Davvero si fa fatica a prendere sul serio una «sinistra» che rifiuta il confronto e si rifugia in un antifascismo da operetta. Una sinistra che dovrebbe aprire qualche (serio) libro in più, cosa che sembra non fare da molto tempo. Nel frattempo, auguriamo di cuore una lunghissima vacanza a Raimo e Wu Ming.

(di Roberto Vivaldelli)

 

 

 

L’articolo Sul Salone del Libro di Torino la sinistra ha perso la testa originale proviene da Oltre la Linea.



Leggi l’articolo completo su oltrelalinea.news