La app dei servizi pubblici Io (foto: Team per la trasformazione digitale)

A un anno dal lancio dell’app Io, il punto di accesso digitale alla pubblica amministrazione, oltre 5mila enti pubblici italiani hanno trasferito su questo canale più di 12mila diversi servizi, ora direttamente accessibili attraverso uno smartphone. In particolare, l’utilizzo dell’applicazione è incrementato velocemente dall’inizio del nuovo anno. Solo nel mese di aprile, quasi 30 enti pubblici al giorno hanno fatto il loro ingresso su Io, digitalizzando circa 50 nuovi servizi. Inoltre, 3,4 milioni di persone, in media, usano l’app ogni settimana e sono stati superati gli 11 milioni di download.

Il 95% degli enti presenti sull’app è costituito dai Comuni di tutta la penisola, che possono offrire diverse tipologie di servizi a seconda delle singole amministrazioni. Secondo i dati forniti dalla società PagoPa spa, che gestisce la piattaforma Io, una delle funzioni più diffuse riguarda i servizi anagrafici, come l’invio di promemoria sulla scadenza della carta di identità o del permesso di soggiorno oppure notifiche relative allo status di pratiche in corso, come il cambio di stato civile. Un servizio su quattro, tra quelli offerti mediamente dalle diverse amministrazioni, riguarda il pagamento delle tasse, con l’invio di avvisi e notifiche sulla scadenza e sulle modalità dei pagamenti.

Inoltre tramite Io si possono ottenere tutte le informazioni relative ai servizi riguardanti la scuola: dall’apertura delle iscrizioni, alla pubblicazione delle graduatorie per gli insegnanti, fino al pagamento dei diversi servizi come la mensa o gli scuolabus. Relativamente alla mobilità, diversi comuni hanno reso disponibile la possibilità di pagare multe o rinnovare i pass per le zone a traffico limitato, direttamente tramite Io.

Dallo scorso dicembre, al fine di incentivare gli enti pubblici ad adottare la nuova piattaforma, PagoPa ha pubblicato un Avviso pubblico per l’assegnazione di finanziamenti ad hoc che sostengano i comuni nella transizione digitale, attraverso il Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione.

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