La Call for Innovation Smart&Efficient Buildings lanciata da Eni gas e luce è giunta a conclusione (era stata lanciata lo scorso 15 aprile in collaborazione con Digital Magics) e ha emesso il suo verdetto. A imporsi nel contest che mirava a raccogliere idee per cambiare volto agli edifici residenziali è U-Earth che ha battuto la concorrenza dei nove competitor giunti all’Innovation Day del 26 giugno (articolato in una giornata con sessioni di mentorship e tutoring e da una pitch session pomeridiana che ha preceduto la proclamazione).

Un verdetto in controtendenza rispetto ai numeri della prima fase della competizione: fra tutte le candidature arrivate, una settantina, prevalevano le proposte nell’area dell’efficientamento energetico degli edifici (69% delle candidature complessive) mentre meno idee erano confluite negli altri due segmenti, digital service for a better living (ferma al 16%) e safety and security con il 15% delle innovazioni. E invece a uscirne vincente è stata proprio una startup che si propone di far vivere meglio le persone: U-Earth infatti è una startup biotech specializzata nella decontaminazione dell’aria negli ambienti grazie a bioreattori che, attraverso l’azione svolta da batteri non patogeni, digeriscono i contaminanti e gli allergeni aerodispersi di qualunque dimensione e li trasformano in un materiale inerte. Per U-Earth, che è basata a Londra, si aprirà quindi la fase di co-design che permetterà un confronto diretto con gli esperti di Eni gas e luce, proprio come prevedeva il bando di gara.

Come spiegato, dopo la premiazione, alla stampa da Lorenzo Di Cataldo, marketing manager di U-Earth, “i filtri tradizionali aspirano e rimuovono le particelli più grandi, noi andiamo a prendere il 90% per cento delle particelle che gli altri non prendono con un metodo diverso, che non usa la ventilazione e la filtrazione meccanica. Andiamo ad attrarre il particolato e i contaminanti per carica elettromolecolare e poi nella macchina (un purificatore d’aria, ndr) una colonia di enzimi, quindi microorganismi naturali, aggredisce i contaminanti e li digerisce. A fine mese si avrà acqua con una sospensione di materiale inorganico, totalmente innocuo, non un filtro da cambiare”.

Il perché una startup che ha sede a Londra partecipi a una call italiana è presto detto: “Eni gas e luce è una potenza nazionale, quindi ci farebbe molto piacere collaborare con loro per portare l’innovazione anche all’interno delle case e non solo nelle industrie e negli uffici. Siamo principalmente nelle industrie, negli uffici, nei laboratori, ma nelle case, no”. Fa eccezione una versione luxury ma il passaggio a una platea diversa si intreccia anche al tema delle aspettative riguardo alla fase due, quella di codesign perché “nel momento in cui andremo nel mercato di grande consumo, il dispositivo potrebbe aver bisogno di aver cambiamenti”.

Una nuova chance si apre quindi per la startup; come ribadisce a margine dell’evento Mauro Fanfoni, responsabile strategy and business transformation di Eni gas e luce, a convincere è stata l’innovatività della proposta e la distintività di approccio per risolvere il problema della contaminazione dell’aria ma anche “l’opportunità dal punto di vista commerciale, in quanto lavorano con una soluzione di scala più ampia e non hanno ancora pensato come sviluppare il B2C. Noi pensiamo di poter fare, nella fase di codesign, qualche ragionamento su come questa soluzione, scalando in termini di volumi, possa diventare effettivamente adattabile al B2C ed essere portata nelle case delle persone. Eni gas e luce è in otto milioni di case; quindi, se la soluzione avrà prezzo e caratteristiche tali per una commercializzazione di successo, avremo l’opportunità di comunicarla e portarla nelle case dei nostri clienti”.

La call chiedeva progetti in tre segmenti: energy efficiency for a sustainable building; safety and security e digital services for a better living. Il manager conferma che in effetti un po’ di sorpresa c’è stata nel verdetto, a fronte del numero di proposte che spiccavano nel segmento dell’efficientamento ( a cui la stessa Eni gas e luce contribuisce come player di mercato con la soluzione consolidata Cappotto Mio) ma “questo ci dice che tutti i dieci finalisti hanno proposto soluzioni interessanti, quindi è stato difficile decidere. La scelta fatta è legata a una soluzione veramente innovativa e  a uno spazio di mercato che noi riteniamo non fosse ancora stato esplorato. Per quanto riguarda le soluzioni dell’efficienza energetica, ne abbiamo trovate diverse molto interessanti così come ne abbiamo trovate altrettante sul fronte della sicurezza degli edifici. Erano tutte soluzioni molto buone ma siamo rimasti colpiti da quello che conoscevamo meno e dal punto di vista dell’open innovation è il massimo, siamo andati oltre quelli che potevamo pensare fossero i nostri confini attuali”.

Un buon risultato anche quello di Perry e Immodrone, con due menzioni speciali: nel primo caso trattasi di azienda che, tra le sue attività, realizza sistemi di termoregolazione, telecontrollo e contabilizzazione del calore; la seconda invece è una startup che utilizza droni, sensori e Ai per servizi indirizzati al settore immobiliare, compresi quelli di monitoraggio dell’efficienza dei parchi fotovoltaici e delle pale eoliche. Hanno preso parte all’Innovation Day anche Weedea, De.Gar, Guardian Srl, Enerbrain,Wise Robotic, Acus, Condominio Sette Stelle.

 

 

 

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