Redatto da Oltre la Linea.

Comunicato stampa

In fatidica vicinanza con le prossime Elezioni Europee del 2019, è stato pubblicato in data 14 febbraio presso l’editore Bibliotheka Edizioni in Roma il libro “Uropia, il protocollo Maynards“: un thriller politico sul rischio reale di una potenziale deriva autoritaria all’interno dell’Unione Europea.

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Ispirato al lavoro del Professor Alberto Bagnai (oggi Senatore della Repubblica), sotto la veste di una fiction, il testo affronta e sviluppa temi sociali scottanti e di estrema attualità: quanto è realistico il rischio di una deriva anti-democratica in Europa? Che ruolo possono giocare immigrazione, terrorismo e populismo? In che misura i deficit di democrazia e trasparenza delle istituzioni europee, e le asimmetrie economiche fra Stati membri, contribuiscono a diffondere sentimenti euro-critici ed euro-scettici?

Nato a Pisa e laureato in Giurisprudenza nella sua città, ma residente all’estero da tredici anni, l’autore Pietro Bargagli Stoffi è al suo esordio letterario. Il libro è disponibile in tutti i bookstores online ed in oltre mille librerie italiane, in formato sia eBook che cartaceo.


La storia

Il libro, un romanzo distopico sul modello di Orwell ed Huxley, ha già ricevuto recensioni lusinghiere, e l’autore ha già rilasciato diverse interviste in merito, oltre che aver avuto il piacere e l’onore di vedere il suo libro fra le mani del Premio Nobel per la Pace (2006) Muhammad Yunus, economista bengalese ideatore del microcredito moderno.

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La trama vede come proprio protagonista Massimo Maffei. Egli è un traduttore italiano, nato e cresciuto a Monaco di Baviera, dove dirige una piccola ma fiorente agenzia. Quando incontra e si innamora di Anna, una giovane post-­dottoranda dell’Università di Monaco, la loro storia d’amore sembra completare la sua vita e renderla perfetta.

Tuttavia, non immagina che a causa del suo impegno politico e civile, la tranquilla vita di tutti i giorni a cui è abituato verrà sconvolta per sempre.

In effetti, negli ultimi dieci anni il mondo è profondamente cambiato e l’Unione Europea stessa ha subito una trasformazione epocale: devastata dalla persistente stagnazione economica, in risposta all’onda emotiva provocata dai continui attacchi terroristici e dal crescente populismo, i trenta Stati che la componevano si sono sciolti, fondendosi in un’unica entità statale continentale.

L’architetto di questo progetto è il presidente della Commissione Europea ­‐ l’ungherese Andraş Pordan ­‐, che occuperà l’ufficio temporaneo del Presidente d’Europa per un anno, gestendo la transizione verso le prime elezioni democratiche pan-­europee. Con l’aiuto di un giovane sottosegretario, e sostenuto da influenti centri di potere, Pordan non perde l’opportunità tanto attesa.

In pochi hanno pubblicamente denunciato il pericolo di una deriva antidemocratica del nuovo Stato unitario: tra questi, il professor Johnatan Maynards ‐ docente di econometria all’Università di Monaco ‐, il cui lavoro di divulgazione all’università e su un blog in rete ha ispirato la nascita di un movimento civico chiamato “Uropia”, di cui Massimo stesso è simpatizzante e attivista.

Quando il governo inizia ad applicare le prime misure liberticide ed il professore è costretto suo malgrado dagli eventi a occuparsi di politica, nulla sarà come prima: dal momento in cui Maynards si candida alle elezioni europee, diventando il principale antagonista di Pordan, un meccanismo segreto ed inarrestabile si mette in moto contro di lui, coinvolgendo tutti quelli che gli sono vicini.

Tra fughe e tradimenti, pericoli e sorprese, su uno sfondo musicale operistico, nemmeno colpi di scena inaspettati sembrano impedire la vittoria di Pordan.

(La Redazione)

L’articolo UE orwelliana nel thriller “Uropia: il protocollo di Maynards” originale proviene da Oltre la Linea.



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