Redatto da Oltre la Linea.

Di nuovo un’UE a due velocità. Nel primo trimestre del 2019, infatti, le richieste tedesche di rimandare i profughi in Italia sono state 4.602, ovvero il 50% in più rispetto al trimestre precedente. Discutibili i metodi teutonici per riportare indietro i richiedenti asilo: manette, tranquillanti e sedativi.

Se è l’Italia a ribadire il proprio diritto di gestire il flusso migratorio, dunque, si alzano in coro le voci di chi si professa europeista, in quanto lo Stato Nazione e la sua sovranità sarebbero un freno al processo di integrazione europea; se invece ad applicare questo diritto è un Paese come la Germania, tutti zitti e muti. Non una critica, non una polemica, non un accenno: solo il silenzio e l’assenso.

Spostiamoci in Francia. Oltre a non far passare nemmeno uno spillo a Ventimiglia, Macron e il suo europeissimo En Marche paventano una limitazione di Schengen, una stretta sull’immigrazione e l’applicazione di un controllo pressoché totale sull’Islam, che deve parlare francese, reclutare imam in Francia e rigettare i finanziamenti di Paesi stranieri. In pratica Macron potrebbe candidarsi alla segreteria della Lega.

L’Unione Europea cos’è allora se non uno strumento in mano ai due Paesi più forti dell’Area? Qual è l’ulteriore prova che aspettano i cavalieri dell’integrazione europea per rendersi conto di questo? Dobbiamo pensare che siano così sciocchi da non vedere, oppure che siano in malafede? Possibile che l’UE sia carota con Francia e Germania e bastone con l’Italia?

Tutto ciò è poi condito con una abbondante dose di religione, come direbbe il redento Rampini. Esatto, il pensiero europeista non è laico, anzi! La mentalità per cui l’Unione Europea sarebbe intoccabile, l’unico destino possibile, la soluzione di tutti i mali non è laica, ma religiosa, dogmatica. Non è inclusiva, ma esclude tutto ciò che è eresia, ovvero altre forme di appartenenza. Essa sublima nella frase di Formigli il quale, ospite di Myrta Merlino a ‘L’aria che tira’, afferma di sentirsi più europeo che italiano.

Insomma, basta sostituire ‘Dio’ con ‘UE’; l’alto clero con la Commissione; il clero basso con i burocrati; il Battesimo con l’erasmus; i Comandamenti con i limiti, le regole e i commi. Una dimostrazione? Provate a immaginare per un attimo soltanto se ad ammanettare e a sedare i migranti fosse stato Matteo Salvini, un eretico agli occhi della religione europeista. I media griderebbero al fascismo, al razzismo, ai lager; ovunque spunterebbero striscioni contro il Ministro dell’Interno; gli intellettuali si augurerebbero un intervento dell’Unione Europea; fuori dai nostri confini Macron, Merkel, Moscovici, Junker e Oettinger si unirebbero contro un’Italia impazzita e pericolosa per la stabilità dell’Unione.

Dopotutto non è già successo quando un anno fa il commissario dell’UE al bilancio disse che “i mercati insegneranno agli italiani come votare”? Non è già successo con i porti chiusi di Salvini? Non succede quotidianamente quando l’Italia si riserva il diritto di gestire i propri confini? Questa assenza di laicità nell’Unione Europea sta demolendo la democrazia.

La linea economica esplicitata dall’ultimo Eurogruppo (che non emette decisioni vincolanti ma lascia intendere l’aria che tira) ne è ulteriore prova: ha vinto la linea dura, quella dei rigoristi, quella che è in atto da anni. Non si vuole cambiare, la Legge Sacra è intoccabile. La Spagna, a tal proposito, accenna a un’uscita dalla zona euro se dovesse continuare così. La volontà e l’identità dei popoli europei è ignorata, snobbata, umiliata.

Non finisce qui. Contemporaneamente, la religione europeista colpisce anche il Vaticano. Se infatti la Chiesa ha chiaramente appoggiato i partiti opposti alla Lega (Pd, +Europa ecc.), questi per ringraziare firmano una mozione che prevede l’abolizione dell’ora di religione, da sostituire con educazione civica (come se non potessero coesistere); il pagamento dell’Imu per gli immobili della Chiesa e anche un recupero dell’Ici non versato negli anni passati. Insomma, a nutrire Cerbero prima o poi si viene morsi.

Per concludere, l’Unione Europea è una costruzione artificiale. Di conseguenza non è un dogma: può essere criticata, può essere messa in discussione, può addirittura non esistere.

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